“…io gli ho detto : “Dottore, non ho mai avuto l’anemia!”. Lui mi fa : “Se nell’ultimo anno non hai mangiato alimenti ricchi di ferro, direi che è abbastanza palese…”. Disse Cèline continuando ad aggiustare la coroncina d’argento nello specchietto parasole.

“Vuol dire che compreremo un camion di bistecche!”. Luca curvò il volante ad evitare le voragini presenti sulla strada. Vestiva giacca nera e cravatta, la camicia bianca gentilmente prestatagli da Federico gli andava leggermente stretta.

Mancò poco a raggiungere Molino Del Conte, luogo che entrambi adoravano. Cèline, felicissima, non smise di parlare da quando lasciarono Marcallo Con Casone; Luca lo era un po’ meno : da sempre non amava stare al centro dell’attenzione e non vedeva l’ora che arrivasse la sera per avere la sua amata tutta per sé.

Quale deliziosa bellezza : scelse un abito bianco e candido come la neve, dove all’altezza del décolleté erano ricamate graziose rose bianche. Le maniche, lunghe a metà braccia, trasparenti e piene di piccoli fiori disegnati maestosamente. L’adorabile vestito le lasciava scoperte le ginocchia facendo intravedere appena le floride gambe, reduci da una ceretta accurata. Le scarpe, anch’esse bianche, a tacco alto con un al centro un quadrifoglio di perle grigie. Alle mani guanti di seta dei quali disse : “Ora li tolgo… mi fanno sudare troppo le mani. Al massimo dopo li metto.”. Mai prima d’ora usò una acconciatura così sublime : raccolti divinamente, i biondi capelli ricordavano la pettinatura di Jill McBain. Ad abbellirla, una coroncina d’argento face la sua elegante figura. Per esaltare l’azzurro sognante degli occhi usò l’ombretto rosa; sempre decorando le ciglia con l’ inseparabile rimmel. Scelse il rossetto preferito da Luca di colore rosso “ai petali di rosa”, con il quale lui adorava sporcarsi le guance e le labbra ogni volta che lo baciava.

Distolse più volte lo sguardo dalla strada per guardarla. Non seppe scegliere se l’adorava di più mentre pensava, con un sorriso appena accennato, oppure quando il suo sguardo malizioso lo fissava.

Luca non curò il suo aspetto più di tanto : decise che farsi la barba e raccogliere i capelli fosse più che sufficiente. Fortunatamente possedeva ancora quella giacca comprata appositamente per i ricevimenti e le cene di lavoro. Una volta lesse da qualche parte che si potevano tranquillamente abbinare dei jeans ad una giacca; quindi non fece la penitenza di cercare nuovi pantaloni. Come la camicia, le scarpe gli vennero prestate da Federico; non erano estremamente eleganti ma potevano andare.

Trascorso un anno, con i soldi messi da parte e grazie ad un piccolo aiuto da parte delle famiglie, riuscirono a comprare l’appartamento di Marcallo. Cèline poté anche riprendere il lavoro di estetista in un nuovo studio a Magenta chiamato “Sole e Luna”.  Sentirono mancare i confort e il lusso della villa di Ozzero, ma l’importante era che ogni mattina svegliandosi nel letto potevano guardarsi negli occhi. Osservare le guance di Cèline rianimarsi di quel colorito roseo, fu per Luca una soddisfazione immensa. Tutti gli esami di precauzione risultarono negativi e il suo appetito divenne ancora più vorace. Non solo recuperò i chili persi, ma ne acquistò degli altri che aumentarono squisitamente la rotondezza del suo viso.

“Ma sto prete com’è?”. Chiese Luca con fare sospettoso.

“Don Luigi? Lo conosco da quando ho quattro anni, non preoccuparti andrà tutto bene!”.

Ma Luca non era affatto tranquillo. Si limitò a sospirare mentre l’Alfa combatteva contro il difficoltoso sentiero di campagna. La stradina finì su di un immenso prato con al centro un grande gazebo bianco; fuori un discreto gruppo di persone li attendeva impazienti.

“Non essere agitato… sarà questione di un attimo”.  Disse Cèline con voce calma.

Mano nella mano camminarono sul prato fresco; la folla si aprì lasciando libera la strada a raggiungere un uomo vestito di nero. L’ometto aveva pochi capelli e sul naso portava minuscoli occhiali. In mano teneva un piccolo libro nero. Osservando il suo aspetto bonario, Luca si rilassò; ma l’agitazione tornò quando scorse i suoi genitori a fianco del prete. Mamma inzuppò a dovere un fazzoletto bianco, lo sguardo di papà si fece decisamente preoccupato. Tutt’altro si poteva dire dei genitori di Cèline : sorrisi così smaglianti si vedevano solamente nelle pubblicità del dentifricio.

A Don Luigi bastò alzare una mano per placare i cori d’incitazione. Dopo il suo gesto si udirono solamente passeri e pettirossi.

“Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti a celebrare l’unione dei nostri cari….”.

Luca si annoiò immediatamente; pregò che quel prete a pochi metri da lui non la facesse troppo lunga.

Giunse la fatidica frase : “Vuoi tu Luca Fascetti, prendere la qui presente Cèline Borsari come tua sposa e esserle fedele…….”.

Una insolita raffica di vento si alzò, spettinando i capelli di Don Luigi ad attendere la risposta. Tutti gli occhi furono puntati su di lui, avvertì le persone intorno trattenere il fiato. Decise di infierire : esitò a rispondere guardandosi intorno confuso. Posò lo sguardo su Cèline : “Io… Si! Lo voglio!”.  Una cascata di applausi.

“Silenzio!”. Borbottò il Don.

“Vuoi tu Cèline Borsari……”. Lei fu più diretta, pronunciando un veloce e genuino: “Si!”.

“Vi dichiaro…”. Ma Don Luigi non riuscì a terminare : Luca e Cèline erano già appiccicati per le labbra.

Indignato, chiuse il libretto allontanandosi dalla scena esclamando : “Sti giovani!”.

Conseguì una festa senza precedenti : i gustosi cibi allestiti sotto il gazebo vennero consumati a dovere, l’alcol scorse a fiumi e le danze sembrarono non terminare mai. Il disagio di Luca scomparve non appena Federico gli riempì il bicchiere di spumante per la terza volta. Mai sognò di essere felice come allora; nemmeno nei sogni più intensi.

Nel mezzo di un brindisi con Laura, maestosamente “pantera” anche in quell’occasione, sentì strattonare il braccio.

“Vieni!”. Cèline era impaziente di portarlo fuori dal gazebo.

“Ma…”.

“Ho detto vieni!”. Insisté Cèline.

Gli strinse la mano tenacemente, guidandolo verso il campo di grano.

“Guarda che non le ho detto niente…”. Immediatamente pensò ad una scenata di gelosia nei confronti di Laura.

“Eh? Chi?”.

“A Laura…”.

Cèline rise appoggiando la schiena contro una rotoballa. Con le mani strinse i fianchi di Luca.

“Che c’è?”. Chiese lui.  

Il viso di Cèline si avvicinò al suo : “Niente…”.

Il tramonto tinse di calore quel lungo e sensuale bacio,  in quella meravigliosa giornata che non avrebbero scordato facilmente : sabato 29 settembre 2022. 
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Profilo Autore: luke676  

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Commenti  

Sir Morris*
# Sir Morris* 24-01-2016 22:45
Un bellissimo capitolo non può rimanere senza neanche un commento: Sir è qui anche per questo complicato motivo! Sei un talento in ogni angolo delle tue parole! Sir Red Morris :-)
luke676
# luke676 25-01-2016 13:18
Grazie, gentilissimo e troppo buono :)

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