Torto lo scavo s’inabissa il dissimile
la deriva dal polso che cola graffi
sull’equilibrio d’elsa divina timida di luce.
L’antro gracile dall’aspetto fatale
traccia disperato l’intimo respiro
l’infecondo urlo, alba del suo soglio.
Torna indietro! Urla il destino! Straccia il foglio
sposa l’angoscia in punta del suo tempo.
Fa' che il bianco abbracci il corpo d’abisso!
Mani serpenti alla fine del baratro
promettono tenerezza denudata d’orrore
Sussurra: “Io ti salverò!” il cuore vergine d’amore.

Commenti
" lui ci salverà " almeno spero.