“Una certa angoscia speciale aveva cominciato a farglisi sentire negli ultimi tempi. Essa non aveva nulla di caustico, di bruciante; ma ne spirava un non so che di continuo, di eterno, il presentimento di anni di quella fredda e assiderante angoscia senza uscita, il presentimento di non so quale eternità da passare sopra «un metro quadrato di spazio». Di solito nelle ore serali questa sensazione cominciava a torturarlo con più forza ancora.”
(Cit. Fëdor Dostoevskij)
Ma
tornerò
ad esser mio,
e sarò un ammasso
di materia non ordinata,
sarò la facoltà di scelta,
e diverrò l’oggetto
della volontà.
Forse,
così,
in
una
quasi
totale
assenza
di forma,
potrò anch’io
riscoprire l’illusione
che acquieta il dolore.
Mi rifugerò nell’armonia
dei miei pensieri offuscati,
e vivrò in bilico
fra il male
e il bene,
laddove
non ci sarà delitto
che valga un meritato,
e mai onesto, castigo.

Commenti
Grazie per avermi suggerito questo pensiero che sento davvero prezioso.
Buona Vita!
Io penso che non esista questione "esistenziale" che non sia già stata ampliamente approfondita, quanto meno in questi ultimi due
Secoli di storia. A me piace molto leggere e rileggere, e non c'è limite alla quantità di domande e rispose che si trovano tra le righe dei tanti capolavori della letteratura mondiale.
Grazie ancora
Charlie
più noioso. E' l'imperfezione la nostra essenza. Interessante il risultato grafico dei tuoi versi, sembra un albero di Natale.
Charlie