E’ in piedi per casualità
il muro di calce
così la fiamma di vernice
scrostata appena di umanità.
Sono rimasti i volti spalancati
le mani d’arte, i fiori del mistero.
E i nostri nomi graffiati
punti d’innesto di eternità-salvezza.
L’uno nell’altro s’incarnivano
col sole che arrivava a sera
due ombre lunghissime e disperate
aggrappate alla ruggine.
E le notti oblunghe
nel mare scuro si dondolavano
come le anime dei lampioni.
Chissà in che circostanza
se n’è volato nella nostalgia
l’anello di una lettera,
la congiunzione.
Addio, addio…
un altro vuoto chiama.
Nemmeno il vento, ha potuto…

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