“Non aspettarti nulla dalla gente”…
Me lo dicevi piano, ben vicino,
scuotendo mestamente il capo chino,
la mano sulla spalla, convincente.
“Sovente, meglio amico che parente”…
“Il buon giorno si vede dal mattino”…
Usavi un tono docile, carino,
che di comune aveva proprio niente.
Quei vecchi adagi - calmi, sussurrati -
man mano m'inducevano attenzione
verso argomenti ancora complicati.
Poi carezzavi astrusa riflessione,
che trapelava da occhi un po’ abbacchiati,
con un sorriso e mezzo sculaccione.
Quanto avevi ragione…
Resti scolpito in questa sonettessa
che di Saggezza fosti Principessa !
che di Saggezza fosti Principessa !

Commenti
Saggio verseggiare...
Lieta settimana, Tonino.
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DOLCISSIMA!
E tutto il suo codice genetico scritto nel sorriso.
Grazie.
Buona poesia