Sbuccio cateti d’universo
posati sulle rime del mio io.
Vita che abiti nell’eco di una stella,
raccontami il tuo infinito sospeso,
sposami al silenzio del tuo cielo,
chiedi di me alle tue braccia,
regalami di nuovo me
nella poesia di un giovane tramonto.
Vita io ti rubo come pioggia nella notte
ad un giardino fiorito,
mi ferisco col tuo nome di cristallo,
coccolo il bacio dei tuoi dubbi,
gioco a scacchi col dolore,
ma solo tu puoi vestire il mio destino,
solo tu, vita, puoi scrivere al mattino
i tristi quaderni dell’addio.
