Per respirare i tramonti del sole
predilige sedere sullo scoglio,
l’esatto punto scelto dal poeta
che mare e cielo mira e mette in tasca.
Da quella postazione la distanza
da lui non è mai sentita siderale
ed anzi, quando il cerchio affonda in acqua,
è forte, netta, quella dolce sensazione
di detenere in un solo abbraccio
lo spazio che ci dicon troppo vasto.
A quello lì, che come me è un uomo,
da sempre chiedo quale sia la fonte
da cui attinge per liberare il suo sentire.
E sempre mi risponde che certo fu
un gioco serio fatto con un’alba mite
che, intenta e attenta a dipinger lenta
il sotto e il sopra di linea d’orizzonte,
a lui propose di tirar fuori i suoi colori
da passare sulla vita, sull’anima e sul cuore.
Fu istintivo un giorno domandargli:
“È così che tu poeta diventasti?”
Vestito con sorrisi d’umiltà, rispose:
“No, per diventarlo pulisco i miei colori.
Ma di quel gioco serio con quell’alba
devo imparare ancora un punto fermo:
il modo giusto di come copiarla.”
predilige sedere sullo scoglio,
l’esatto punto scelto dal poeta
che mare e cielo mira e mette in tasca.
Da quella postazione la distanza
da lui non è mai sentita siderale
ed anzi, quando il cerchio affonda in acqua,
è forte, netta, quella dolce sensazione
di detenere in un solo abbraccio
lo spazio che ci dicon troppo vasto.
A quello lì, che come me è un uomo,
da sempre chiedo quale sia la fonte
da cui attinge per liberare il suo sentire.
E sempre mi risponde che certo fu
un gioco serio fatto con un’alba mite
che, intenta e attenta a dipinger lenta
il sotto e il sopra di linea d’orizzonte,
a lui propose di tirar fuori i suoi colori
da passare sulla vita, sull’anima e sul cuore.
Fu istintivo un giorno domandargli:
“È così che tu poeta diventasti?”
Vestito con sorrisi d’umiltà, rispose:
“No, per diventarlo pulisco i miei colori.
Ma di quel gioco serio con quell’alba
devo imparare ancora un punto fermo:
il modo giusto di come copiarla.”
