Asincrono il mio passo

dalle braccia e dalla testa

seguendo il funerale dell'estate.

Non sorrido a nubi e cielo azzurro

troppo celati dietro quel sipario

che d'oppressione mi sovrasta.

Calpesto melassa di foglie

come fossi su un manto verde

reminescenze di viaggi in Irlanda.

Mi fa male quest’autunno nebbioso

fatto di castagne e funghi

e di umido a far risentir le ossa.

Sinistri scricchiolii delle giunture

si confondono con quelli grevi

che provengono dal petto.

Accelero il passo sperando di raggiungerti,

ma appartieni già ad un’altra stagione

dissolvendoti come la bruma quand'è sole.

Rimane solo questa pioggia

che dal cielo ostinata persiste ed insiste

nel confonder le mie lacrime alle sue.

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Profilo Autore: Romildo Giribaldo  

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