D’accordo V., prendi tu la cucina. 

A me stanze dove crescon parole,

per te caffè, lievito e farina.

Daremo il via alla tenzone

non appena l’indice s’avvicina

al pollice che non fa capriole

se l’indice soffre, e l’amuchina

s’una mano fa sentir l’altre sole.

Quelle immagini che per incanto

escono dai versi son quel saluto

che io mi fermo a guardar prima

che tu posi la penna, son accanto

alle stille mie per l’avvenuto.

Specchio, V(irus), di questa pantomima.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

Henry Lee*
# Henry Lee* 06-04-2020 09:57
Altra carezza donata al vento, sei la cura per ogni virus amico mio, un abbraccio. HL.
Mirko D. Mastro
# Mirko D. Mastro 07-04-2020 11:03
Amico mio...i tuoi commenti son sempre cibo per l'anima.
Grazie

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