Di questi tempi col fiato corto che tirano

avanti tra gli stenti in qualche maniera

ringrazio il cielo, con gli occhi stropicciati

che seguono il naso nella zuppa quando è sera,

di avere un lavoro e di avere te accanto.

Mi destano le tue parole che spogliandosi nude

trattengono il respiro, come quando da bambino

al torrente bevevo dalle sue acque crude.

Rammendi i cenci delle mie ansie respirandomi

sulla la tua pelle con il suo tepore,

lasciandomi col fiato corto e l’anima

tracimante dopo aver fatto l’amore.

Ogni giorno ringrazio il cielo di avere un lavoro,

ma se tu non dovessi esserci di ritorno la sera

dietro le lacrime stropicciate sentirai a stento

salire dai cenci, tra le pezze, la mia preghiera.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

Davide Bergamin
# Davide Bergamin 04-05-2019 23:23
Mastro qui davvero si legge col fiato sospeso. Credo che, quello che hai scritto, sia un mezzo miracolo... Grazie... *****

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