Vorrei essere
in un altro luogo.
Vorrei osservare
prospettive diverse.
Parlare con il mare,
giocare con la sabbia,
dormire con le foglie e
correre con il vento.
Invece sono qui,
tra esseri
apatici ed insensibili,
preoccupati per futili dettagli.
Non posso intraprendere
alcun dialogo.
La mia lingua è ostica
da tradurre.
Allora mi guardano
come uno straniero ramingo,
come un dipinto surreale.
Nessuno
offre rifugio
allo straniero.
Nessuno
penetra nell'intenzione
dell'artista.
Nessuno
coglie l'essenza
del mio spirito.
Così fingo,
e ricopro un ruolo
che soffoca e mortifica
le mie attitudini latenti.
Lentamente
si consuma
il mio cuore,
vittima
di un vilipendio estrinseco
che ferma
le sue pulsazioni vitali.
Ed io,
disarmata,
prendo nota
del suo decesso,
e retrocedo
chiudendomi
in un lutto
che ricopre di nero
il mio animo.

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Profilo Autore: Selene  

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