Ho confessato i miei errori
e tu ne hai forgiato catene.
Per anni ho chinato il capo
sopra colpe già scontate,
portando anche quelle
senza il mio nome.
Chiamavo amore
quel continuo espiare.
Poi il tempo accese il vero
e vidi il tuo tribunale
eretto sul fango
delle tue menzogne.
Le mie colpe restano mie.
Non le rinnego.
Il mio errore
fu lasciarti la chiave.
Il tuo,
credere che la mia colpa
potesse lavare
il tuo inconfessato.
Eravamo in due,
ma uno soltanto
confessava il fango.
Ora la chiave è mia.
Le mie colpe
le ho portate via.
Le tue
resteranno nel fango,
dove ancora
nascondi il tuo nome.
