Anche se in terra affondo
senza fiatar dolore
inerme spinto
dai calci delle ingiurie ,
se alle sferzate dei giudizi
non stridono i denti
e le labbra non tremano
gonfie e viola
dei lividi delle sconfitte,
se gli occhi non ardono
per il fuoco delle lacrime
e gli schiaffi del tempo
sulla pelle non lasciano
che il rosso scarlatto
della vergogna che fiorisce ,
quel poco di vita rimasta
nel recinto del mio corpo
scalpita e si dimena
in un'inutile agonia.

E se un verme ingordo
banchetta alla mia tavola
e in silenzio accetto
la nudità delle ossa,
il cuore non è salvo
dal cappio affilato
della vita che stringe
ed il sangue che nero
sgorga freddo dalle ferite
è solo il grido rappreso
di un'anima che è morta
molto prima della carne .

 

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Commenti  

CALOGERO PETTINEO
+1 # CALOGERO PETTINEO 26-01-2012 14:07
apprezzata lettura.
Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 26-01-2012 15:25
bellissima e coinvolgente

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