Avevo un problema tempo fa. Non che oggi sia risolto
ma era come mettersi alla pari del dovuto
Nel caso non dovevo nulla ma avevo lo stesso un problema
L’anima mi rifuggiva perché il mercurio è feroce nella fuga
E usa la coda di coccodrillo per carezzare la zebra
Così la spina cede all’insidia mortale.
Ah la ragione era potente e universale!
Avete mai visto l’anima chimica
come rifulge nel sole?
Anima giusta e superba, figlia della temperanza e sacrificio
Pirite e virtù mescolano il canto nobile del lavoro
In solide porzioni. L’anima mundi lasciatela ai poeti
Che cantino l’inutile nodo in docili diamanti
Zolfo piange la morte di Esenin, sapete?
Una corsa folle attende Isadora, lo stesso nodo, invincibile
Così sembrò del tutto naturale che l’ontano si facesse portavoce
Dei segreti violati, lo sterco in prima fila a chiedere del potere
Armata la vacca del sigillo bolscevico, era lì a stringere Sergeij
Il 1917 era stato un anno di grazia
e Mendeleev il più facile dei piani quinquennali
l’alchimia ha un codice per stupire di poesia adesso
passione in principio, segue dolore, si prevede felicità
ed è stirpe che guida l’universo
come Isadora la sua rossa fuoriserie
Dove andavano le ruote, -le stesse di Febo-
era stato il mio problema ma ripeto
Non tutto si può spingere all’infinito
Nemmeno se di mezzo c’è un cigno che canta la fine del contado
Nemmeno se recita versi che non reggono il peso del rimorso
Ma bisognava colare il ferro in una roccia
e questo soltanto gli alchimisti sanno farlo.
Sì, finalmente era chiaro come fissare la cima
E salire su in vetta. Non si cambia uno spettacolo, sapete?
Esenin, il figlio non previsto, lo sapeva.
ma era come mettersi alla pari del dovuto
Nel caso non dovevo nulla ma avevo lo stesso un problema
L’anima mi rifuggiva perché il mercurio è feroce nella fuga
E usa la coda di coccodrillo per carezzare la zebra
Così la spina cede all’insidia mortale.
Ah la ragione era potente e universale!
Avete mai visto l’anima chimica
come rifulge nel sole?
Anima giusta e superba, figlia della temperanza e sacrificio
Pirite e virtù mescolano il canto nobile del lavoro
In solide porzioni. L’anima mundi lasciatela ai poeti
Che cantino l’inutile nodo in docili diamanti
Zolfo piange la morte di Esenin, sapete?
Una corsa folle attende Isadora, lo stesso nodo, invincibile
Così sembrò del tutto naturale che l’ontano si facesse portavoce
Dei segreti violati, lo sterco in prima fila a chiedere del potere
Armata la vacca del sigillo bolscevico, era lì a stringere Sergeij
Il 1917 era stato un anno di grazia
e Mendeleev il più facile dei piani quinquennali
l’alchimia ha un codice per stupire di poesia adesso
passione in principio, segue dolore, si prevede felicità
ed è stirpe che guida l’universo
come Isadora la sua rossa fuoriserie
Dove andavano le ruote, -le stesse di Febo-
era stato il mio problema ma ripeto
Non tutto si può spingere all’infinito
Nemmeno se di mezzo c’è un cigno che canta la fine del contado
Nemmeno se recita versi che non reggono il peso del rimorso
Ma bisognava colare il ferro in una roccia
e questo soltanto gli alchimisti sanno farlo.
Sì, finalmente era chiaro come fissare la cima
E salire su in vetta. Non si cambia uno spettacolo, sapete?
Esenin, il figlio non previsto, lo sapeva.

Commenti
La trama è davvero imponente e interessante; l'alchimia altrettanto complessa e richiederebbe conocscenze in materia di chimica e composti vari , che io non ho. Non vorrei quindi mortificare uno scritto così importante e colto (io mi inchino innanzi a tanta bravura, fino a dirti che per me meriti un grande posto nella poesia contemporanea).
Certo è, e sembrerebbe che il nostro sentire, il nostro modo di vivere o di fare delle scelte di qualsiasi natura anche sentimentale, dipende molto dalla natura degli elementi che scorrono nel nostro corpo( e forse anche nell'anima)?
Lodevole.. e scusa se non ho potuto commentare" per mio limite" adeguatamente e come meriterebbe questa grande poesia.............. ..Ciao
Molto apprezzata!
Mi piace ricordare i grandi poeti che amo, come Esenin, Lorca e tutti quelli che mi danno qualcosa,
con il loro stesso linguaggio. Non so se i miei versi siano all'altezza ma è il minimo tributo
che mi viene di dare.
Franco