La livrea turchese dei ramarri
brilla tra i cespugli
e dal torrente Cigno sale il gracidìo,
sgraziato e tenero, dei ranocchi.
I ciliegi sono fioriti
e il verde dei prati delle Querce di Florio
è costellato da violette e ciclamini.
Gazze volano indaffarate
per nutrire i piccoli.
Intorno al giallore delle ginestre scoppiettanti
ronzano miriadi d’api,
fino al crepuscolo,
rossigno di sangue vivido all’orizzonte.
Un cane si rotola pigramente
sull’erba vivida,
scaldata dal tiepido sole.
Poi corre avanti, scompare,
riappare dietro i miei passi
e annusa, cerca, scova
misteriosi messaggi
nell’aria attonita della sera.
brilla tra i cespugli
e dal torrente Cigno sale il gracidìo,
sgraziato e tenero, dei ranocchi.
I ciliegi sono fioriti
e il verde dei prati delle Querce di Florio
è costellato da violette e ciclamini.
Gazze volano indaffarate
per nutrire i piccoli.
Intorno al giallore delle ginestre scoppiettanti
ronzano miriadi d’api,
fino al crepuscolo,
rossigno di sangue vivido all’orizzonte.
Un cane si rotola pigramente
sull’erba vivida,
scaldata dal tiepido sole.
Poi corre avanti, scompare,
riappare dietro i miei passi
e annusa, cerca, scova
misteriosi messaggi
nell’aria attonita della sera.
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