Rimasi immobile davanti allo specchio
quello sguardo icastico,
sembravo affondare in quella palude.
nel buio ecclissato delle mie notti,
in quelle notti sorelle giudaiche,
alcove ideali per vivere e morire
annichilita sopra le macerie delle speranze
che scricchiolavano sotto i miei tacchi.
Passo dopo passo verso miraggi in fondo ai corridoi della mente,
ed alle pareti ancora disegnata la sagoma di me sbiadita
mentre sgranavo perla dopo perla
il tempo che assecondava l'inezia dentro la follia.

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