Lavarsi i denti.
In mezzo al tartaro parole non dette.
Mesi di marciume nero,
di uno sprofondare
senza che nelle invocazioni venisse
in soccorso
un oceano
ad ammazzarmi.
Fra le fessure ora passa l'aria.
Non più quella mattutina, serale.
Passa l'aria e basta.
Non ricordo più chi sei,
esattamente come quell'attore
che di notte ho distrattamente visto
senza farne un dramma.

Lavarsi i denti senza aver qualcosa da masticare.
Sa di menta questo vuoto.
Lo spazzolino potrebbe essere usato,
me la sono cercata in fondo.

La schiuma si confonde a quella del pazzo:
quello che sputo sa di bene e sa di male;
di orchidea e di gastrite.

Ero niente da troppo tempo.
Adesso sono una cittadina abbandonata
che lascia un solo abitante alla metropoli:
prima o poi scoprirò il suo nome.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

sasha
# sasha 23-08-2020 12:23
Oddio, al di là della metafora... sopratt l'inizio mi fa un po' senso! :o

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