Fissando  il tizzone in fin di vita
lo lascio acceso, negli occhi
a fumarsi l’illusione di eterno

Assenza in piccole dosi
e nella foto seppiata
sbiadisco verità senza date

Quel che s’insinua dal legno  
è il canto del tarlo alla vena

L’animale nel bozzolo sverna
a dispetto di questo spazio enorme
forma di prigione
dove il corpo accade, dato di fatto
e testimone più crudo
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 26-01-2012 19:53
bellissime immagini di trasmutazione
CALOGERO PETTINEO
# CALOGERO PETTINEO 27-01-2012 16:16
piacevole la lettura di questi apprezzati versi.

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