Fissando il tizzone in fin di vita
lo lascio acceso, negli occhi
a fumarsi l’illusione di eterno
Assenza in piccole dosi
e nella foto seppiata
sbiadisco verità senza date
Quel che s’insinua dal legno
è il canto del tarlo alla vena
L’animale nel bozzolo sverna
a dispetto di questo spazio enorme
forma di prigione
dove il corpo accade, dato di fatto
e testimone più crudo

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