Leggo sulla pioggia passi di garbata armonia
disarmati al palato nel gusto della noia
capricci stonati di tempo afono, capriole
smarrite nella bellezza gaia della posa.
Avanzo annerendo lo spazio tra linee ovattate
grazie d’attesa di malinconiche aporie.
Mi chino a stirare i graffi del vecchio ruscello
accanto alla sorgente di memorie gonfie di bello
e dimentico il partorito morto ancora vivo
riversato schianto sepolto sotto il vecchio ulivo…
Ho scritto nel ricordo l’amore mai vissuto.

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