C’era una volta una principessa. Aveva occhi verdi e capelli neri come la notte. Si chiamava Priscilla e un giorno durante una cavalcata con la sua scorta incontrò un cervo dorato ferito. Il suo mantello brillava fra i bucaneve come un caldo raggio di sole in una fredda mattina d’inverno, mentre il suo pianto riecheggiava nel silenzio di uno sconfinato bosco solitario. “Mia dolce principessa, ti dono questo piccolo scrigno. Non ci troverai dentro stoffe preziose e ricami meravigliosi del lontano Oriente; rubini, diamanti o raffinati gioielli vinti in battaglia da un qualche valoroso cavaliere, né antichissime monete di mille continenti. In questo piccolo scrigno sono custodite soltanto tutte le mie giovani lacrime. Se stringerai questo piccolo scrigno al tuo petto e lo bagnerai con anche una soltanto delle tue lacrime, allora ruberò tutta la tua tristezza, regalandoti una vita felice che durerà in eterno”, disse con tono affettuoso il cervo dorato ferito. La principessa, udite queste tenere parole, scoppiò a piangere, dopo averlo osservato dispiaciuta con molta attenzione. Come poteva non riconoscere quel cervo? Ma sì, gli aveva persino dato un nome! Era proprio Felix, quel vecchio cervo dal cuore buono che ogni sera, passeggiando nel giardino meraviglioso del suo modesto castello in riva al lago, ascoltava tutti i suoi tristi pensieri, come a volerla consolare. “E’ stata la perfida Strega della Luna a farmi del male”, aggiunse il cervo. “Nelle buie e fredde prigioni del suo palazzo segreto, lassù fra le montagne di neve, ha rinchiuso il re e la regina, i tuoi amati genitori. Ero lì per liberarli e per riportarli da te al castello ma la Strega della Luna mi ha scoperto e mi ha ferito con una lancia, impedendomi di raggiungerti”, concluse il cervo, affaticato dalla sofferenza. La principessa lo abbracciò a lungo commossa, ringraziando quel vecchio cervo dal cuore buono per tutto quello che aveva fatto per lei. Senza i suoi genitori la principessa si sentiva veramente molto molto sola e triste, ma Felix, con la sua presenza costante e silenziosa si era rivelato essere davvero un ottimo, insospettabile, amico. Priscilla allora, cosparse la ferita del vecchio cervo con un po’ di polvere d’oro e invocando con forza il potentissimo potere magico del Dio del Bosco, il suo prezioso amico riuscì a guarire in un batter d’occhio! Guidata dalla luce dorata del suo mantello, la principessa raggiunse il palazzo segreto della perfida Strega della Luna e così, senza un briciolo di paura, coraggiosa e valorosa, scagliò quella stessa lancia che aveva colpito il vecchio cervo, dritta dritta al cuore della strega. “Ora questa lancia, con cui hai ferito il cervo dal cuore buono, è impregnata della sua stessa bontà! Ora la tua anima cattiva finalmente scomparirà, trasformandoti per sempre nella strega più buona del mondo!”, disse la principessa. Il miracolo accadde davvero e così tutti furono finalmente liberi di ritornare al castello, anche la Strega della Luna, che grazie a questo magico incantesimo, si impegnò con gioia ad esaudire ogni desiderio di felicità della principessa Priscilla e del vecchio cervo dorato dal cuore buono.
