Misericordia ti chiedo
Amore
guardami quando spicco il volo,
guardami fino all’ultimo atterraggio,
fammi scomparire soltanto,
non girare lo sguardo qui che nessuno ci può vedere.
Guardami come faresti con Dio o con la Morte.
Soltanto questo ti chiedo...
Fissami il cuore mentre m’invento un’anima da regalarti.
Parla, coraggio, parlami, affonda per una volta
parole dolci come i tuoi occhi,
per una volta sola,
promettimi che moriremo insieme,
ma descrivi le curve di quell’attimo,
dell’attimo in cui i tuoi sogni
custodiscono vite e modificano galassie.
Parla ora con una voce che immagino non umana,
sfiorami con quest’eco infinita,
che non mi stancherà mai,
se parli ora,
sarà la roccia su cui poggiare un piede
e guardare in alto,
la roccia su cui si staglia l’immagine d’ogni eroe,
l’immagine d’ogni illuso, d’ogni suicida,
d’ogni innamorato di fiabe e di mondi sconosciuti.
Parlami ora e non potrai deludermi
come ogni altro che ha corrotto il mio istinto
emettendo un primo gemito.
Abbracciami, coraggio, fallo!
È così che ci hanno insegnato a mescolarci.
Toccami il cuore, stringimi quanto basta
per dimenticare ogni malattia, stringimi ora,
senza pietà, come solo in un sogno è concesso fare.
Le parole di prima le ho già scordate
perché aspettavo questo,
forza, abbracciami,
li senti? Questi sono gli atomi che avrebbero
accudito una vita.
Ascolta, almeno qui
che non posso mentire.
Il fatto è che io... è che tu...
Non esisti.
E non mi hai parlato, e non mi hai guardato
e non mi sfiori e non mi ascolti.
Non esisti...
Non esisti che tu, deserto di specchi,
diario segreto delle mie angosce pregiate,
ed io ora... è anche inutile che parli...
E che pensi, e che ti guardi e che ti sfiori...
Perché io...
Ora, qui,
come prima, come allora, come sempre,
sono
solo............................................ addio
amore
Amore
guardami quando spicco il volo,
guardami fino all’ultimo atterraggio,
fammi scomparire soltanto,
non girare lo sguardo qui che nessuno ci può vedere.
Guardami come faresti con Dio o con la Morte.
Soltanto questo ti chiedo...
Fissami il cuore mentre m’invento un’anima da regalarti.
Parla, coraggio, parlami, affonda per una volta
parole dolci come i tuoi occhi,
per una volta sola,
promettimi che moriremo insieme,
ma descrivi le curve di quell’attimo,
dell’attimo in cui i tuoi sogni
custodiscono vite e modificano galassie.
Parla ora con una voce che immagino non umana,
sfiorami con quest’eco infinita,
che non mi stancherà mai,
se parli ora,
sarà la roccia su cui poggiare un piede
e guardare in alto,
la roccia su cui si staglia l’immagine d’ogni eroe,
l’immagine d’ogni illuso, d’ogni suicida,
d’ogni innamorato di fiabe e di mondi sconosciuti.
Parlami ora e non potrai deludermi
come ogni altro che ha corrotto il mio istinto
emettendo un primo gemito.
Abbracciami, coraggio, fallo!
È così che ci hanno insegnato a mescolarci.
Toccami il cuore, stringimi quanto basta
per dimenticare ogni malattia, stringimi ora,
senza pietà, come solo in un sogno è concesso fare.
Le parole di prima le ho già scordate
perché aspettavo questo,
forza, abbracciami,
li senti? Questi sono gli atomi che avrebbero
accudito una vita.
Ascolta, almeno qui
che non posso mentire.
Il fatto è che io... è che tu...
Non esisti.
E non mi hai parlato, e non mi hai guardato
e non mi sfiori e non mi ascolti.
Non esisti...
Non esisti che tu, deserto di specchi,
diario segreto delle mie angosce pregiate,
ed io ora... è anche inutile che parli...
E che pensi, e che ti guardi e che ti sfiori...
Perché io...
Ora, qui,
come prima, come allora, come sempre,
sono
solo............................................ addio
amore

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