Mi hai offerto allori e roghi per bruciarli…
Sussurri ancora speranze e delusioni…
Guarda dove arriva l’amore di un padre…
L’amore di un padre per il figlio
dicesti un giorno…
Guarda dove finisce la corsa…
ci sono adesso al baratro
e ho bisogno di ali per volare…
Padre,
che ne sarà del tuo figlio malato…
Provo pena per lui…
Per quel bastardo
che le sirene ammaliano
e le fiamme avvolgono incendiando…
Dimmi,
che sarà del tuo sangue,
sparso tra le sue lacrime di uomo…
Sono la tua vergogna…
La tua sinfonia stonata…
Perdona il trovatello
allattato dalla lupa
e divorato dai suoi figli…
Perdona il bambino
che per tornare dal bosco
ha scelto il sentiero più lungo,
senza erba né fiori,
per i troppi passi che lo hanno già segnato…
sento ogni dolore…
L’atroce contorsione di una madre
che partorisce in lacrime una croce sanguinante…
Avverto ogni suo grido…
Ora che,
freddo,
tremo nel fango…
Padre,
come farò con queste misere ali
a scavalcare ogni tentacolo
che allude al mio declino?
La luce è fioca
ai portali del mio sogno…
Ma tu ci sei
e ancora danza il cuore…
La luce è debole…
Padre,
perdona il figlio che non ha niente…
spezza le sue ali vili e disgustose…
Perdonami.
Anche il sole ti ha cullato…
Lo sai piccolo mio?
Ti ha benedetto col suo primo raggio
Perché te ne stai solo?
lontano dal viaggio
che seguitava il vento e l’alto fiume…
Dove sono la spada e l’elmo del guerriero?
Dove sono i seguaci più puri?
E dov’è egli,
con cui forgiai la luna e rivoltai le stelle?
Persi, lontani, mutati da ogni tuo sbadiglio…
Le ombre oscurano i miei passi
e tu sei già smarrito…
Figlio mio, ti donerò le ali
ma continua a baciare la fata del lago,
parti subito e impugna la spada
che da troppo hai lasciato nel fiume dei sogni…
figlio,
la tua luce scopre amica ogni vergogna
ed è ora che con essa inizino a temerti…
Piccolo mio,
guarda dove arriva l’amore di un padre
per il figlio,
per il suo unico figlio…
Lo senti che il tuo cuore già ribatte
e un coro gli fa eco…
Hai il mio perdono.
Sussurri ancora speranze e delusioni…
Guarda dove arriva l’amore di un padre…
L’amore di un padre per il figlio
dicesti un giorno…
Guarda dove finisce la corsa…
ci sono adesso al baratro
e ho bisogno di ali per volare…
Padre,
che ne sarà del tuo figlio malato…
Provo pena per lui…
Per quel bastardo
che le sirene ammaliano
e le fiamme avvolgono incendiando…
Dimmi,
che sarà del tuo sangue,
sparso tra le sue lacrime di uomo…
Sono la tua vergogna…
La tua sinfonia stonata…
Perdona il trovatello
allattato dalla lupa
e divorato dai suoi figli…
Perdona il bambino
che per tornare dal bosco
ha scelto il sentiero più lungo,
senza erba né fiori,
per i troppi passi che lo hanno già segnato…
sento ogni dolore…
L’atroce contorsione di una madre
che partorisce in lacrime una croce sanguinante…
Avverto ogni suo grido…
Ora che,
freddo,
tremo nel fango…
Padre,
come farò con queste misere ali
a scavalcare ogni tentacolo
che allude al mio declino?
La luce è fioca
ai portali del mio sogno…
Ma tu ci sei
e ancora danza il cuore…
La luce è debole…
Padre,
perdona il figlio che non ha niente…
spezza le sue ali vili e disgustose…
Perdonami.
Anche il sole ti ha cullato…
Lo sai piccolo mio?
Ti ha benedetto col suo primo raggio
Perché te ne stai solo?
lontano dal viaggio
che seguitava il vento e l’alto fiume…
Dove sono la spada e l’elmo del guerriero?
Dove sono i seguaci più puri?
E dov’è egli,
con cui forgiai la luna e rivoltai le stelle?
Persi, lontani, mutati da ogni tuo sbadiglio…
Le ombre oscurano i miei passi
e tu sei già smarrito…
Figlio mio, ti donerò le ali
ma continua a baciare la fata del lago,
parti subito e impugna la spada
che da troppo hai lasciato nel fiume dei sogni…
figlio,
la tua luce scopre amica ogni vergogna
ed è ora che con essa inizino a temerti…
Piccolo mio,
guarda dove arriva l’amore di un padre
per il figlio,
per il suo unico figlio…
Lo senti che il tuo cuore già ribatte
e un coro gli fa eco…
Hai il mio perdono.

Commenti
davvero bella
non a un padre terreno
bella comunque...