Capriccio di sguardi
a rincorrer primavere
come recensione di cuore
fra gli anagrammi sfitti
di un poeta senza nome
e scivolano cristalli di cielo,
mangiucchiano il silenzio
d’una nevicata interiore.
Letteratura d’abbraccio
sfibra cielo d’anima
in bucce di fior maldestri,
marzo è un respirar di luce,
ruggine d’amor sciupato
fra i mille segreti del tempo.

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