Senza fretta, piego il capo

e mentre si alza la tempesta

un raggio di sole

riesce ad attraversare la finestra

inondando di luce la stanza

dove ogni cosa è inerme

fuori dal mondo.

E sento levarsi la voglia di piangere

mentre sempre più cattivo

l’odore di muffa attacca i sensi

e si impadronisce dei pensieri

allontanando il sorgere del sole.

Niente ruota più intorno

la realtà continua a scorrere

sfuggente, astratta e come un parassita

aspetta il notturno sbocciare

per intrecciarsi, con il buio dell’anima mia.

Dietro… i ricordi.

Davanti… nessuna speranza.

Ora… l’attesa che più mi spaventa

che come un fiore appassisce

lontano dal tuo cuore.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Succede ogni volta 
che ti sfioro le mani
tu mi lasci un pezzo del tuo cuore 
ed io invece vorrei donarti l'infinito.
Poi ti guardo e  penso che l'infinito
ha inizio nelle tue braccia.
Dimentichiamo l'alba e il tepore della stanza,
tra le cose che parlano di noi 
sei  tu a sussurrarmi ti amo
e fragile  il giorno avanza.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Chiudi gli occhi
E la sogni.
Ora la baci così…
Dolcemente,
facendo del suo respiro un fiore
dove puoi adagiare le ali
delicato come una farfalla.
Gusti il suo sapore
è così dolce!
Ora puoi riaprirli
Lei è lì ad aspettarti
la baci ancora.
E’ importante…
Un piccolo fiore
in un manto d’amore.

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Ho incontrato
i tuoi occhi
sui gradini del mare
la dove si scende alla spiaggia
dove ti bagnavo la schiena
ho incontrato i tuoi occhi
diamanti stanchi
limpidi zampilli d'acqua nuova
ho incontrato i tuoi occhi
tra le pagine della mia vita
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Profilo Autore: fgl  

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Tra le pieghe della tua carne
scopro orli di tessuto
che lacero col desiderio
di penetrare la tua anima

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Among the folds of your flesh
I find cloth borders which
I tear longing to
penetrate your soul

 
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Profilo Autore: Marco Ghitti  

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Cercarmi...

Tra le righe del tuo sorriso
Tra il tempo che ormai è ricordo
Tra sguardi persi nel cielo
Tra cose che non m'appartengono più
Tra il mio passato e il mio presente
Tra un tuo profumo e una tua carezza
In quei giorni in cui ti sogno ancora

Cercarmi...

Tra tutto ciò che ora
Più che mai 
Mi fa star male
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Profilo Autore: Centrone Stefano  

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Ascolta
come ogni mio battito
vive in ogni eco delle tue labbra
e si perde nei silenzi
con rime piene di lacrime.

Ascolta
lo scorrere del sangue
è musica che scorre
attraversando la solitudine
schivando i colori
remando sotto la pioggia.

Ascolta la mia voce
e alimenta ad ogni attimo
questo cuore con parole forti
disseminandole ad arte
come fan le onde con gli scogli
senza mai stancarsi di accarezzarli.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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L’ho vista all’improvviso
Salutarmi gentilmente
L’ho vista e mi ha sorriso
Con gli occhi e con la mente,
Le ho detto che sorpresa
Stasera mi hai donato
E con la mano tesa
La sera mi ha cambiato;
La pelle sa di fiore
Che posso accarezzare
Di sogno e di colore
Nell’estasi arrivare,
Sapore d’illusione
Di mondi da scoprire
D’indomita passione
Difficile a capire,
Intanto  le ho  sfiorato
Le labbra con le mie
E il mondo si è svelato
Con  mille fantasie.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Tu sei per la mia vita
come cibo e  acqua, 
come  Autunno 
per le foglie,
come pioggia per i fiori,
come  sentiero per la via.

Sei fame e sazietà,
guerra e pace,
 silenzio e rumore,
affanno e sollievo,
ombra e luce.

Una nuvola,
 una frescura,
un intreccio di venti
sconfinato nel mare,
una radice bagnata
che assapora la terra,
un ramo che indossa  la neve.

Un battito d'ali 
 che  acceca  i miei occhi 
d'orizzonte e di farfalle rosse.

 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Oggi non sono più il migliore amico,
ma solo un patrigno ed un nemico.
Così mi vedi,figlio mio,purtroppo,
ed io piango con in gola il groppo.
Quand'io morrò e non parlerò più,
allora,forse,ti ricorderai di me,
assiso dietro il tavolo sudato,
su cui la mente mia in gioventù
coi pensieri e con gli affanni,ahimè,
ho per tant'anni con lena logorato.
Or tu non comprendi,ma bontà
c'è in me e tanto affetto,
che mi spinge con difficoltà
a renderti uomo e non abietto.
Or stanco mi sento ed anche affranto,
di tutto mi rimane un gran rimpianto.
In me ho solo te ed un affanno
di lasciarti in eredità un grave danno.
Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
in te freddezza e tanta indifferenza,
perchè non t'offro della vita una certezza,
la cui assenza produce delinquenza.
Nel mio cuore c'è tanta amarezza,
con cui convivo insieme con tristezza,
perchè non t'offro un posto di lavoro,
che per l'uomo è vita e pur decoro;
perchè vien meno il soldo giornaliero,
perchè ti educo al benfar sincero,
perchè non sono compare dei compari,
ovvero spazzola degli abiti talari;
perchè il ricatto aborro ed il compromesso,
perchè non voglio vederti genuflesso,
perchè solo il diritto pratico e t'insegno,
che distingue l'uomo probo dall'indegno,
dall'individuo dal fare scellerato,
che da parassita campa indisturbato.
Quando nascesti mi sentii più forte,
ma poi s'affievolì questa figura,
che non volle nuotar nel mar di fango,
che appesta,ahimè,l'Italia a morte,
che produce tra gli uomini frattura,
mentr'io stanco sul mio scritto piango.
Ricordo ancora tanti bei momenti,
i momenti,in cui,piccolo,dormivi
ed io nella fioca luce ti guardavo,
vedendoti già uomo d'alti intenti.
Un padre oggi non è più tal tra i vivi,
se non s'ammorba nell'appestato favo,
se non si vende ai politicanti
ovvero al basso clero gabbasanti.
                                 
                                
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Cos'è questa attesa
velata di luce,
cos'è questa nota 
che sfiora un pensiero non detto.

Questo silenzio che 
 inchioda i tuoi occhi di ghiaccio,
poi lasciarmi la sera nelle narici 
un odore d'inchiostro.

Si annoverano i pensieri
nel ricamo di un verso,
un vento fresco mi bacia la guancia,
ha il sapore dell'erba dopo la pioggia 
dentro i cassetti il  profumo di lavanda
confeziona scambi d'aria. 

Ripongo
tre mandate di versi accurati,
gli accenti  e le sillabe suggerite dal cuore 
e bislacca ti tengo sul comò!


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Tu laceri il mio petto, lo squarci, lo ferisci. La tua mano affonda la lama.
Il tuo è un colpo preciso: non così profondo da raggiungere il cuore.
Tu vuoi ch'io sopravviva. Non è un colpo letale.
Vuoi aprire una ferita, vedere se sanguina, capire se sono vivo, se il mio cuore palpita.
Ti sto di fronte, ammaliato dal tuo sguardo che anestetizza il dolore e mi penetra, così come la tua ferocia. Non mi tiro indietro e tu non ritrai la tua lama.
La tua mano, il tuo braccio, compiono un gesto preciso: lacerano la mia carne da un punto ad un altro. Una misura precisa, calcolata, quella che basta alla tua mano per penetrare e strapparmi via il cuore.

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You tear my chest, rip it, hurt it. Your hand plunges the blade.
Your blow is precise: not as deep as to reach the heart.
You want me to survive. It is no lethal blow.
You just want to open a wound, see if it bleeds, understand if I am alive, if my heart still beats. 
I am in front of you, enchanted by your glance which anaesthetizes the sorrow and penetrates me as well as your cruelty. I do not draw back nor you withdraw your blade. 
Your hand, your arm make a sharp gesture: they tear my flesh from one end to the other. An exact cut, calculated, the one that is sufficient to penetrate and strip my heart.

 
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Profilo Autore: Marco Ghitti  

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Cade sottile
l'ombra distesa 
sulla mia pelle,
vestito d'anima e di occhi
 un muto lamento .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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e tu pioggia
essenza inebriante
nel mio vivere
hai trafitto il mio cuore
la mia mente
e tu pioggia
ti sei risvegliata
sereno
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Profilo Autore: fgl  

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Si addensano nubi
cariche di malinconie
eterno innamorarsi
di antiche
nostalgie

ed il vento soffia
contro la paura d'un oblio
di angosciati samurai
danzanti a fil di lama

mentre la neve impostora
angusta soffice peste
di conformismo rappreso
attutisce le urla guerrire

grandi cause
come sfibranti attese
plasmano la morte
traslando la vita in abrasioni

parole come katane affilate
scritte da un vento divino
spirano all'ombra dei ciliegi
sulla sacra stele del samurai

che voleva vivere per sempre
usando come kimono il cuore
dove la Gloria cristalizzò
del pensiero il suo
Vigore.

In memoria di Yukio Mishima.

 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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