Fammi sentire ancora
infinita.
Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò ti prego, non volermene. Sono un essere incompiuto, ben più di quanto tu creda.
Haruki Murakami (da Tokyo blues)
Come una signora alla finestra
panorama incompiuto il suo cuore,
disinganna i desideri di profondità disciolte
nella notte della storia sotto la magrezza del tempo.
Liquida gorgoglia l’ego sulle cicatrici dei sensi
riflessi ondeggianti miraggi d’orizzonti trasognati
schegge su cui tessere febbrilmente lacrime di stelle
lasciandosi inondare oceano sinfonico di stupore
col caldo bacio del divino sulla carne diluita di fede
nell’umano calpestio d’istanti tonanti
animaleschi richiami vitali di dolorosa furia.
Lontano alla fine dell’arcobaleno c'è sempre stato lui
stretto al suo ricordo di quando lentamente le leggeva dentro
spogliandola della difesa per soggiogare la sua paura
al pianto liberatorio nella delizia della resa.
Spoglia dei miei orpelli l'anima
denuda il mio io
scandaglialo con delicatezza
come foglia danzante
e leggera all'alito di vento.
Io sarò radice
e assorbirò il tuo canto.
Sentirai la mia anima abbracciarti
trasmettendoti il mio puro sentimento.
Sentirai il rosso fuoco
che in essa arde
come tramonto in un cielo d'estate.
Ti parlerò dei miei sogni d'amore
che come ciliege rosse
invadono la mia mente
ed il mio cuore
Piccola grande stanza
d'emozioni m'ammanta
col rimando di tutte quelle allegorie
dipinte sulla volta e alle pareti.
Giro gli occhi ed ovunque vedo
scene d'amore sensuale,
mi suggestionano gli occhi
e mi riempiono l'anima
di richiami vagheggianti d'antiche voci
d'amori ancillari libidinosi
in pose flessuose
che espongono corpi formosi.
Persa nell'universo
di quel soliloquio d'anime denudate
mi sento smarrita ma aderente ad altra vita...
I miei sogni più belli dormono
sotto l'ombra delle mie ciglia,
hanno la dolce inclinazione d'ali bianche delicate
volteggianti in un azzurro cielo
e la levità di una farfalla che vola di fiore in fiore
e dona la carezza del suo tocco magico
ad illanguidire il cuore.
Così io sogno l'amore...
Vieni…
nel bruno inesplorato dei miei occhi,
vieni,
E' lungo sonno d’amore,
bramosia della carne,
.

E' una fiaba questa terra:
stasera riluce di stelle
e la luna rifulge sul mare
a guidare le onde
nelle braccia docili del golfo
tiepido mantello di celeste madre.
L'anima assorbe
con sguardo attento
l'emozione che genera al mio cuore
questo immane splendore...
la dolcezza che mi coglie
è solo rintocco
della tua felice attesa...
ed erotici fiori d'ogni tinta.
…mentre ci amiamo!

e gli illusori istanti.
Incredibile Dea dagli occhi d’avorio:

Sentire ancora , in me , la tua ,anima gemella,
Sentire , quel brivido fanciullo
Che al solo sguardo mi dai, linfa nuova .
Ti ho pensata ,e per un attimo ho tremato
HO sospirato ,gli attimi più belli,
Con te ,poterli condividere, mentre il tempo scorre,
Fugge da noi , ladri di farfalle .
Si , ti ho detto ti voglio bene
E ho temuto di perderti all’istante
Per una enfasi azzardata , da me sentita
Forse inesistente, dove l’incertezza ,causa contrasti,
Detta sentimenti sinceri
E al primo scoglio si tuffano nel mare azzurro.
Ho pensato a te e dopo qualche giorno di assenza ho capito che nasceva un’ intesa
Una carezza data tra le righe, una breve mia poesia a te dedicata ,
Un sorriso dato per caso in un momento di umana resa
Di luce , per spegnere i miei inferni .
Ho acceso ancora una sigaretta, una dopo l’altra fumo
La mia mente è arsa da pretese,
Non accorgendomi poi , che da questa vita ,da me sei lontana,
Dal mio mondo fatto di illusioni.
NELLE MURA DI UN ALBERGO
HO TOCCATO IL FONDO DELLA SOLITUDINE,
DELL'ANGOSCIA
ALL'IMBRUNIRE TORNANDO A CASA
HO RESPIRATO L'ARIA OPPRIMENTE
DELLA MIA CITTA'
HO RITROVATO IL SOLE E LA GIOIA
SOLO NEI TUOI OCCHI AMORE

Ascolta la mia voce, il suo richiamo!
Magnifico pensiero il tuo ricordo caldo
mosaico sospeso in labirinto spazio tempo
muto alveo scavato sotto il cuore
dove l’emorragia nasce malinconica
per esondare linfa d’anima fertile d’echi.
Ferita soffre l’usura del tempo
la memoria che nulla può sul mio amore
avvinto al fato così muto al periglio
ostinato ad attendere il ritorno
dettato ossessivamente dal rimpianto.
Se solo tu sapessi: mai perduto
vivi eterno calice del mio dolore
abbeverato oblio al candore
corpo vivo dov’ ora io dimoro.
per appartenerti!
...per eser solo tua!







