Erano le estati dell'infanzia
ricca di illusioni a venire
in cui non c'era un perchè
le domande erano ombre nel futuro
arrivava il sole
ed il funereo rito scolastico
veniva abbattuto da urla selvagge
e corse a perdifiato
dove crescevano i pini
luno la sabbia di Lignano
mentre il mare benediceva
un piccolo barbaro biondo
invasore di una pineta
che si affacciava
a quelle estati dell'adolescenza
dove i sogni prendevano fuoco
con la voce degli angeli caduti di Seattle
e nuove speranze di luce
venivano immolate e bruciate
nel gran buco nero italiano
sepolte sotto un'autostrada che andava verso il nulla
mentere un'altra andava a sentire
l'odore dei pini di montagna
o il caldo ormonale della sabbia di Maremma
a guardare gli occhi azzurri del Tirreno
che riflettevano visioni
delle figlie celesti di Venere
danzanti sulle onde
costante presenza negli onirici pensieri
di un ragazzo
che guardava
alle estati dell'età adulta
dove i pini sfumano lentamente
nel riflesso del caldo
ed il loro odore svanisce
nell'aria afosa e viziata
di un deserto estivo
nel quale l'eterno presente
mastica l'orizzonte
e le immagini incerte
dei giorni a venire
come miraggi illudono
la vista di un uomo
disilluso.
ricca di illusioni a venire
in cui non c'era un perchè
le domande erano ombre nel futuro
arrivava il sole
ed il funereo rito scolastico
veniva abbattuto da urla selvagge
e corse a perdifiato
dove crescevano i pini
luno la sabbia di Lignano
mentre il mare benediceva
un piccolo barbaro biondo
invasore di una pineta
che si affacciava
a quelle estati dell'adolescenza
dove i sogni prendevano fuoco
con la voce degli angeli caduti di Seattle
e nuove speranze di luce
venivano immolate e bruciate
nel gran buco nero italiano
sepolte sotto un'autostrada che andava verso il nulla
mentere un'altra andava a sentire
l'odore dei pini di montagna
o il caldo ormonale della sabbia di Maremma
a guardare gli occhi azzurri del Tirreno
che riflettevano visioni
delle figlie celesti di Venere
danzanti sulle onde
costante presenza negli onirici pensieri
di un ragazzo
che guardava
alle estati dell'età adulta
dove i pini sfumano lentamente
nel riflesso del caldo
ed il loro odore svanisce
nell'aria afosa e viziata
di un deserto estivo
nel quale l'eterno presente
mastica l'orizzonte
e le immagini incerte
dei giorni a venire
come miraggi illudono
la vista di un uomo
disilluso.
4 commenti
Cessa il vento,
si disvelano atmosfere
colme di luce
in visioni armoniche.
Anche l'inchiostro
diviene materia azzurra
d'incredibile bellezza
atta ad innalzare ostelli
di pace serenità ed amore
rischiarati da dorati soli
e da aulici fregi.
Ed io, coesa
nel loro sfolgorante chiarore
con il cuore colmo
d'emozione e di gioia
m'affido
a questo splendido ordito...
Toccami con le mani della vita,
con quel che resta di un semplice sorriso.
Toccami,
vorrei sentir sulla mia pelle la speranza,
quel nubifragio di sensazioni uniche che mi regalano piaceri.
Toccami, ora.
Domani potrebbe esser già tardi.
domani potrei essere semplicemente un sogno.
E tu,
invece,
il mio passato.
con quel che resta di un semplice sorriso.
Toccami,
vorrei sentir sulla mia pelle la speranza,
quel nubifragio di sensazioni uniche che mi regalano piaceri.
Toccami, ora.
Domani potrebbe esser già tardi.
domani potrei essere semplicemente un sogno.
E tu,
invece,
il mio passato.
La sognatrice di nuovi mondi
stava facendo i conti. La rata del mutuo
l’apparecchio dei denti della figlia
e il matrimonio della cugina
con le scarpe da ballerina.
C’era anche la questione della taglia
a tormentarla. Poi arrivò il saluto
dell’amante, l’ultimo dei tanti.
Capiva da sola che c’era qualcosa
che non andava, il suo cuore
era stretto in una morsa e il corpo
batteva in testa, quel fischio
all’orecchio era il marchio
dell’infelicità. L’anima era un tappo
un cappio opprimente, il dopo
era cominciato, era appassita ogni rosa.
Lo specchio incantato col turbante
diceva che era la più grassa del reame
la bilancia aveva dato il suo responso
quarantadue chili il suo peso.
Il cerchio ormai si era chiuso
l’inizio era la fine, il bacio era un morso
l’amore aveva l’odore del letame
e la velocità dell’acqua stagnante.
I conti quadrarono alla fine
non c’erano più mondi da sognare
l’anima era implosa e ogni nota
ora era a posto. Per l’orecchio
c’era rimedio, un apparecchio
di ultima generazione, la vita
era vuota ma poteva continuare
ora che esponevano i saldi nelle vetrine.
stava facendo i conti. La rata del mutuo
l’apparecchio dei denti della figlia
e il matrimonio della cugina
con le scarpe da ballerina.
C’era anche la questione della taglia
a tormentarla. Poi arrivò il saluto
dell’amante, l’ultimo dei tanti.
Capiva da sola che c’era qualcosa
che non andava, il suo cuore
era stretto in una morsa e il corpo
batteva in testa, quel fischio
all’orecchio era il marchio
dell’infelicità. L’anima era un tappo
un cappio opprimente, il dopo
era cominciato, era appassita ogni rosa.
Lo specchio incantato col turbante
diceva che era la più grassa del reame
la bilancia aveva dato il suo responso
quarantadue chili il suo peso.
Il cerchio ormai si era chiuso
l’inizio era la fine, il bacio era un morso
l’amore aveva l’odore del letame
e la velocità dell’acqua stagnante.
I conti quadrarono alla fine
non c’erano più mondi da sognare
l’anima era implosa e ogni nota
ora era a posto. Per l’orecchio
c’era rimedio, un apparecchio
di ultima generazione, la vita
era vuota ma poteva continuare
ora che esponevano i saldi nelle vetrine.
E i due cedettero!
Il fuoco e l’acqua, invasero ogni cosa:
errarono, gioirono , lottarono,
trovarono il verbo per potersi raccontare
origine ed eternità.
Credettero di aver vissuto ogni sentimento,
di essere stati oltre ogni orizzonte;
toccarono l’ infinito ignoto
bevvero l’amore l’un dell’altro,
assaggiarono sorsi d’oceano.
Vissero così tanto,
da sentirsi vuoti …quasi sospesi;
il viaggio fù un transito d’amore,
e l’uno fù nelle viscere dell’altro.
Si alterò il tempo
che accellerò il battito del sangue
e una forma pura e bella
sorse dall’estasi e l’incendio:
che accellerò il battito del sangue
e una forma pura e bella
sorse dall’estasi e l’incendio:
L'Ardenza fervida... di una promessa muta!
Ogni scusa è buona per rimandare
il cane con la scoliosi
e il pappagallo con la cervicale
la terza comunione dei bambini
il matrimonio di certi cugini
che più non vedi. Per Natale
paillettes e lustrini per i curiosi
e il disco preferito da ascoltare.
E’ un dannato minuetto
a me piace il rock duro, le chitarre
distorte e i bassi nello stomaco
qui sta cadendo l’intonaco
e pure le mura hanno l’eco
il tuo alfabeto è sinfonico
il mio è col codice a barre.
Ormai questo amore mi va stretto.
E’ ora di lasciarci, l’ho detto
non puoi rispondi, siamo amanti
a singhiozzo e con lo sconto
ma senza il bollino rosso del supermercato.
Poi c’è il nonno che è quasi andato
ha un piede nella fossa ed è stato
a Lourdes l’altro giorno. Con due badanti
niente male con la quinta di reggipetto.
Ha il singhiozzo pure il sipario
un giorno è giù e l’altro è alzato
la luna è storta ma c’è il sole a picco
l’estate è arrivata e le spiagge
sono affollate. L’amore ci sfugge
il venditore di cianfrusaglie è ricco
ha il conto alle Cayman, ma è nato
a Mussomeli e non ha il dromedario.
Mi hai fatto il malocchio, una megera
ha confermato. Pensavo fosse amore
invece era solo un intruglio di erbe selvagge.
Gina mi era svenuta davanti
e io ero fuggito, perché in tanti
mi stavano guardando, la legge
era stata avvertita, c’era già odore
di bruciato. Giuro, non mi sono fatto una pera.
il cane con la scoliosi
e il pappagallo con la cervicale
la terza comunione dei bambini
il matrimonio di certi cugini
che più non vedi. Per Natale
paillettes e lustrini per i curiosi
e il disco preferito da ascoltare.
E’ un dannato minuetto
a me piace il rock duro, le chitarre
distorte e i bassi nello stomaco
qui sta cadendo l’intonaco
e pure le mura hanno l’eco
il tuo alfabeto è sinfonico
il mio è col codice a barre.
Ormai questo amore mi va stretto.
E’ ora di lasciarci, l’ho detto
non puoi rispondi, siamo amanti
a singhiozzo e con lo sconto
ma senza il bollino rosso del supermercato.
Poi c’è il nonno che è quasi andato
ha un piede nella fossa ed è stato
a Lourdes l’altro giorno. Con due badanti
niente male con la quinta di reggipetto.
Ha il singhiozzo pure il sipario
un giorno è giù e l’altro è alzato
la luna è storta ma c’è il sole a picco
l’estate è arrivata e le spiagge
sono affollate. L’amore ci sfugge
il venditore di cianfrusaglie è ricco
ha il conto alle Cayman, ma è nato
a Mussomeli e non ha il dromedario.
Mi hai fatto il malocchio, una megera
ha confermato. Pensavo fosse amore
invece era solo un intruglio di erbe selvagge.
Gina mi era svenuta davanti
e io ero fuggito, perché in tanti
mi stavano guardando, la legge
era stata avvertita, c’era già odore
di bruciato. Giuro, non mi sono fatto una pera.
I bei occhi,
le magnifiche guance,
le seducenti e incantevoli labbra
Lei era lì,
davanti a me,
e mi sorrideva
Un sorriso abbagliante,
da mozzare il fiato,
da togliere il respiro
Io la guardavo fisso,
non potevo farne a meno
Il suo viso candido,
circondato da lisci e folti capelli biondi,
era splendido
Portava due orecchini d'oro,
d'oro
come il piacere che provavo nel fissarla
Era bella,
come un fiore che sboccia in primavera
le magnifiche guance,
le seducenti e incantevoli labbra
Lei era lì,
davanti a me,
e mi sorrideva
Un sorriso abbagliante,
da mozzare il fiato,
da togliere il respiro
Io la guardavo fisso,
non potevo farne a meno
Il suo viso candido,
circondato da lisci e folti capelli biondi,
era splendido
Portava due orecchini d'oro,
d'oro
come il piacere che provavo nel fissarla
Era bella,
come un fiore che sboccia in primavera
Ti guardo,
quando chiudi gli occhi
e diventi Re,
e diventi mio
fin nell’ultima profondità.
fin nell’ultima profondità.
Un solo corpo, una sola vita,
la mia, la tua.
…Ti guardo e mi confondi ,
l’istinto mi ordina carezze e baci
sulla tua fronte, e la tua bocca virile.
Sento l’amore, che ti fa chiudere le palpebre,
lo vedo sgorgar dalle tue ciglia,
lo leggo nella vibrazione rossa della pelle,
nella voce, che non è più la tua
come fosse percorsa da un piacere micidiale…
…e ti ricordo, eri il mio Re!


Un prisma e l’arcobaleno
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
Sei il mio buio che si frantuma
in voli alti di rondini la sera
mare che compone l'armonia
con la sua soave melodia
accompagnando l'onda d'ogni pensiero.
Portami con te nelle profondità
dei tuoi gesti illuminati,
innalzami in intimi voli
tra gl'inesplorati varchi del tempo
che siano eterna brezza
essenza del tuo io d'immagini gioiose
che illuminino le mie ombre
attraverso corolle di vivida luce.
Nella fessura di mare, nello spicchio
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.
Sa di buio e di assenza il tuo respiro
di colpa e stordimento ogni tuo bacio
mi stringi, ti accendo e ti spengo
sul ciglio del dirupo mi prendo il tuo fiato
quando del mio quasi non c'è più traccia.
Sa di foglie in caduta libera il tuo sguardo
di pioggia e nebbia odora la tua pelle
mi avvolgi, ti cingo di rugiada e silenzi
sul filo del rasoio mi nutro del tuo amore
quando del mio non so più cosa fare.
Sa di ombre e di tramonti il tuo profumo
di distacchi e addii ogni tuo gesto
mi respiri, ti distorco suoni e luci
sul sentiero senza sbocco mi frammento
quando già il tempo slega e scuce i nostri cuori.
di colpa e stordimento ogni tuo bacio
mi stringi, ti accendo e ti spengo
sul ciglio del dirupo mi prendo il tuo fiato
quando del mio quasi non c'è più traccia.
Sa di foglie in caduta libera il tuo sguardo
di pioggia e nebbia odora la tua pelle
mi avvolgi, ti cingo di rugiada e silenzi
sul filo del rasoio mi nutro del tuo amore
quando del mio non so più cosa fare.
Sa di ombre e di tramonti il tuo profumo
di distacchi e addii ogni tuo gesto
mi respiri, ti distorco suoni e luci
sul sentiero senza sbocco mi frammento
quando già il tempo slega e scuce i nostri cuori.






