ha radici lunghe
profonde
penetrano nel buio più intimo
di un'anima
ne prendono i ricordi
dal passato cercano linfa
per raggiungere il cielo
la luce che illumina i rami
fa sbocciare gemme
esse brillano del futuro
di sogni persi nella notte
d'identità smarrite
catturate dall'innamoramento
riportate sulla strada
da sempre percorsa
da radici che affondano
nell'eterno divenire della storia.
Avvicinati a me stanotte
e baciami sotto le stelle,
baciami
assieme ai nostri sogni infiniti.
Ci perderemo dentro una poesia
tutta da scoprire,
nel vento freddo
che in un nostro abbraccio,
diventerà sole.
I nostri occhi saranno
un' unico sguardo,
un' unica ragione,
mentre le nostre labbra,
desiderose di folli baci,
si sfioreranno
nel vero amore!
Nel battito di noi,
rileggo quel volo acceso
da un fiammifero intinto d’eterno,
mareggiata di pelle ubriaca
in un desiderio d’anima e di baci,
compleanni di cielo sfocato
nel solstizio di un silenzio rubato.
Grafia dei sensi e palcoscenici,
ricuciamo i raggi del cuore
ad una confessione d’amore,
accoccoliamoci in naufragi di cristallo,
lo sguardo mio è matita spezzata
come fiammifero intinto d’eterno
in una mareggiata di pelle ubriaca.

Resto qui , tra le tue braccia a cullare il nostro amore.
Resto qui con il tuo respiro sulla pelle, mentre il desiderio ci unisce.
Resto qui tra il sole ed il mare, mentre il piacere scorre.
Tra palpiti e desiderio ed infinita estasi, tra amore e le pause del cuore.
Tu sei il mio infinito , il mio cielo il mio unico amore.
Ti cercherò prima la prossima volta
chiederò l’indirizzo a una cometa in viaggio
per l’universo o cercami tu, quale sia il pianeta
da abitare con le nostre anime nude.
Nel frattempo, di fiati e overdose
di caldi contatti riempiamo le giornate
e svuotiamo vene e arterie dallo sporco
di ogni rinuncia. Perché è con l’arco
della complicità e frecce scagliate
al bersaglio grosso che le spose
deluse torneranno in libertà nella palude
del quotidiano, un raggio di sole in omaggio
ai confini del silenzio della pineta,
quando dei fiumi navigheremo ogni letto e delta.
Ai tuoi splendidi occhi
profondi devo quello
che nutro per te,
e al tuo dolce sorriso
un po’ spento questa
voglia di stringerti a me.
Vorrei solo
sfiorarti
i pensieri passeggiando
al chiaro di luna
e parlarti del nostro
amore osservando
le stelle in cielo; nel contemplare
il tuo viso irradiato dalla pallida
luna ti prenderei per mano...
Potrei fare soltanto
una cosa, potrei
dirti soltanto Ti amo.
immerso tra sogno e realtà,
seduti a quel tavolo tra brindisi,
sguardi e false identità.
Ero seduto di fronte a te Paky,
ma tu eri ovunque,
immensamente bella
e pensai subito ad un miraggio.
I miei pensieri travolgenti,
i tuoi sguardi eccitanti, i nostri silenzi...
Mille dubbi e promesse,
i tuoi discorsi interminabili
e ancora i miei silenzi.
Tra un bicchiere di Chianti e l'altro
si nascondeva un forte e prepotente sentimento,
fatto di sesso, amore e dolce tormento;
quella forte sensazione mi rapiva a tradimento.
Pensieri e sguardi si scioglievano dinanzi a noi
su quella rossa fiamma di candela,
ed io lì che poi
ti spogliavo con gli occhi e nessuno se ne accorgeva.
Si discuteva sul senso della vita,
la vita di tutti,
sul destino che ognuno di noi
s'illude di poter scegliere,
e che poi puntualmente il tempo
finisce col pareggiare i conti senza sconti.
Mia dolce Paky,
rimiravo il tuo volto come fosse l'ultima volta,
cercavo dolcemente di stringere la tua mano fredda,
fissavo le tue labbra, i tuoi occhi,
e pensavo...pensavo...
Pensavo convinto di aver già vinto,
pensavo che non c'è un tramontare o un sorgere
più bello del tuo sguardo
e che sarai sempre e comunque
il mio dolce e tenero traguardo.

Il cuore veleggia lassù nel ciel sereno,
come fosse in una barca a veleggiare.
Amore che d'amore vive e muore,
ed apre sempre le porte all'amore,
amor a vivere in ogni azione,
amore che desta e piange
come gocce di sudore.
Amor ad osservar natura,
tocco di bellezza a ravvivar la vita,
amore che vieni dall'alto cielo e
Dio parla al mondo intero!
Amore non sia solamente fra uomo e donna.
Innamorarsi eternamente della vita ed
elavar lo spirito universale
oltre lo spazio temporale.
Amare Perchè?
Perchè Dio ci fece il cuore!..
Insegnò ad amare ed amarci,
a tutti gli abitanti del pianeta.
Ma uomini a non comprendere!
Amare è amarsi come amassimo noi stessi!
Amore a creare amore e mai a distruggerlo!
dolce frutto del mio presente,
sei il solo pensiero che oggi
si ripete continuamente;
non sono io che ti penso
ma sei tu che mi vieni in mente.
Paky! Mi senti? Sei forse stanca?
Ci credo sai, è da mesi che cammini
nei miei pensieri a ritmo di danza,
giorno e notte, mattina e sera
e il mio cuore si dispera!
Ma come faccio a riposare
se ho una Donna fantastica
a cui pensare?
Il vento che senti soffiare
è il mio disperato pensiero
che cerca di entrare.
Quel brivido che spesso senti
è il mio bacio che ti vuole
e aspira a lambire il tuo dolce cuore.
Alzo i finestrini, è finita anche questa
notte … e mi sento quasi vile,
tolgo le chiavi dal quadro e non
riesco nemmeno ad alzarmi dal sedile.
Credo che la faccia distrutta,
a pezzi che vedo nel vetro
è solo uno dei tanti fantasmi
che vorrei lasciarmi dietro.
E se non cattura più il mio sguardo
la cassetta della posta
non è per come mi sento, ma
per quanto mi costa
pensare di dirti come stanno davvero le cose
-prima dovrei centrare però la serratura-
… che non riesco a guardarti in viso,
che adesso sto male e ho quasi paura.
Non delle sue lettere, poco
mi importa che arrivino o meno
ma di rendermi conto che per me
sei quel tanto nominato ultimo treno,
davanti a questi occhi, ora piccoli piccoli, che si
liberano in qualche modo delle lenti a contatto
e davanti alle scuse che mi devo per
quello che senza usare il buon senso ho fatto.
Guidando come un folle perché sono
in balia di te che mi hai appena congedato
da un’interminabile sera trascorsa a bere
pensando ad altro … ma non mi ha aiutato.
Io, l’ amico che non c’è bisogno di dirlo, che
mi vuoi bene anche se sono solo con questo caffè
… e tu, che è difficile dire che mi raggeli
i polsi, che mi sto innamorando di te.
Chissà quante notti verranno ancora, e quanto
mi potrai bastare, e i respiri interrotti.
Ora che si è chiuso il sipario su questa
notte, e chissà su quante altre notti.
Ci pensi mai alle poesie che mi lasciavi sull'uscio
e al fiore profumato ogni sera diverso?
Amore mio, il mio cuore è da salvare.
È da bendare
per poi chiuderlo con un nodo d'amore...
Insegnami ad amarci ancora.
Abbattiamo questi muri!
Saltiamo gli ostacoli,
basta un salto,
un solo salto e via!
Fammi sentire la tua passione.
Suvvia!
Diamoci un motivo per restare.
Oh, i ricordi dei baci che mi hai dato!
Tu te li ricordi?
E gli abbracci nascosti,
Tu te li ricordi?
E il manto stellato che ci faceva compagnia
nell'oscurità e nel silenzio.
Te lo ricordi?
La nostra ingenuità e la nostra malizia mescolate insieme...
Dimmi che non hai rimosso ogni ricordo.
Insegnami ad amarci ancora.
Mi basta una piccola coccola e il tuo parlar gentile
per sapere che niente finisce mai!
E dal finestrino oltre la nebbia
a ovest il marciapiede, pochi passi
per il bacio di benvenuto, poi di corsa
verso il congresso dei sensi, al relatore
un applauso d’incoraggiamento. E l’amore
in quella canzone che vorrei risentire, più mossa,
un giorno davanti a un altare di sassi
e fiori. Con il mare a bagnare la striscia di sabbia.
Ci guarderemo negli occhi
e il mare applaudirà
il coraggio
saremo mani e i corpi
arabeschi
il violino a corredo del sogno
pizzo e incanto
d'un giorno senza pioggia.

Divampa il silenzio nel mio cuor ferito
mentre coltivo attese
nel mutar delle stagioni.
Se solo potessi liberarmi
dall’acredine di questa solitudine,
se solo potessi, se solo...
Inutile dirti che mi manchi,
tutti i giorni vengo a cercarti,
l’unico mio desiderio è riabbracciarti.
Non so se sei una donna o una strega,
ma ovunque tu sia,
sarai per sempre mia...
Quel battito scomposto, il respiro
veloce e il fiato corrisposto.
E m’attraversi a ondate, con lo sguardo
dall’alto di colline in fiore, il grigio
scompare per far spazio al colore
di una notte stellata con fuochi
artificiali. I guanciali del letto
intatti e le coperte storte, il tetto
è il contatto con l’infinito a giochi
non ancora ultimati, col calore
della pelle omaggio al paradiso, fregio
sul calendario che recita il ricordo
di una canzone amata. Puoi vederlo il posto
delle aurore e la sua bellezza da capogiro.









