Era il dì dei morti -quelli fermi-

Il battacchio faceva eco di lamenti

mentre corse in volo di piccioni

adulteravano cielo e sue corsie




-patteggiava il sole l'ultimo raggio

con le prime rime di un temperato scuro-




Non so se le mani sanno stringerti ancora

come giorni a rimpiangere infanzia in sentimento

e nell'imbastire ventiquattro tocchi di silenzio, imbrunisco.

 
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Commenti  

Lorenz O'Bennett
+2 # Lorenz O'Bennett 31-05-2017 23:01
molto bella la poesia, bellissimo l'argomento scelto e anche l'immagine che dai al lettore.
Rita Stanzione*
+2 # Rita Stanzione* 01-06-2017 07:12
Bellissima in ogni descrizione e impressione. Un caro saluto.
Rocco Michele LETTINI
+2 # Rocco Michele LETTINI 01-06-2017 08:35
UN'ECCEZIONALE QUANTO ESAUSTIVA SEQUELA POETICA.
LIETA GIORNATA.
*****
Giancarlo Gravili*
+2 # Giancarlo Gravili* 01-06-2017 17:00
Un nascere e morire poeticamente intenso e coinvolgente.
Aita Carla
+1 # Aita Carla 02-06-2017 14:43
Grazie per esservi fermati ai miei versi.

Carla

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