La geometria di sensi
impallinata
diametralmente opposta all'essenza del vivere
uccisa, uncino d'ansimante noia
-legàmi, trame d'unghia morsicante attimi a dubbio-
ascesa
calata
zummata per inaridire l'occhio
violaceo
tumefatto come ombra che segue l'ombra
mia
incarcerata
protesa in domande perse in acre bianco
Chi fu il massimo poeta a trasportare versi alle meningi
nel tritare lingue
labbra di carne
lame di seppia?
Copriti, tu!
Non vada il languire a devastar corteccia

Commenti
La vita é piena di momentacci ma si sopravvive neeeee.
Grazie!
Ciao
Carla