Mi baci
e credi di
ammaliarmi,
struggente mattino
senz’alba.
E’ innocuo
il tuo veleno,
ombra!
Rapisci un grammo
del mio cuore
e lo tingi di rosso sangue
con le tue labbra,
stiletti di seta.
Ma spegni l’ardore
quando chiudi
le ciglia
al mio pensiero.
Vento tra le mani fredde,
tagli la pelle
squamando le vene,
nella risacca dell’onde.
Muggisce la schiuma
indomita
e sulla rena
recapita
un origami d’alghe
nere come i tuoi occhi.
Pretendo il sole
a fuggire le spine
d’ombra di luna,
come una strega.
Ma nel vezzo
del giorno
sono solo.
Nell’isola
il nulla è
un granello di sabbia
senza sole che lo scaldi.

Commenti