Carlo dicono i colleghi sia un uomo onesto
la sera torna sempre tardi
e la mattina si alza presto
Ma la crisi è crisi
e forse qualcuno non l'ha presa sul serio
nessuno gli ha più detto
come rieducarsi al desiderio
Suo figlio Marco invece ha dodici anni
e da ore è davanti la pubblicità
Per lui sono già tanti
Sente certi eroi già distanti
e non vorrebbe sentirsi uomo a metà
Qualcuno l'ha incantato
e l'ha portato all'estremo
Ma non ha considerato che i serpenti
conservano il veleno
Un giorno il suo più caro amico
gli strappò di mano la foto
e quel mattino la scuola
iniziò a chiamarlo frocio
e allora capì cosa vuol dire essere intrappolato
ed essere smascherato sul più bello
e come in un acquario gli altri pesci
si sentono invincibili
con un sasso ed un castello
Ma loro non capivano
imparando le regole fatte dai grandi
Non potevano capire
le loro convenienze fatte di sbagli
E lui si sentì come al centro di un coro
il suo problema era un problema loro
Ma lui si sentì morire nella dignità
ed iniziò a capire che per gli altri
non era una questione di realtà
Quel giorno voleva parlarne a suo padre
ma lui aveva già i suoi problemi
Non stette nemmeno ad ascoltare
perché l'ascoltare è una dote degli astemi
E quel giorno allora
Appena tornato da scuola
aprì il cassetto cercando un quaderno
ma trovò una pistola
E volle così provare per una volta il niente
per dimenticare un secondo
il resto della gente
Ma una pistola su una delle tempie
è come l'anello da mettere al dito
in teoria per sempre
Un tuono come lo fa il cielo
ma dalla sua stanza da letto
Sul lenzuolo un nuvolone nero
e lì accanto un biglietto
Il giorno dopo la classe a testa bassa
forse per vergogna
o per non incrociare la sua cassa
Qualcuno osò pensare che gli sbagli
stanno nel fare e non nell'essere diversi dagli altri
Ma lui sembrava non gradire l'attenzione
Ormai vuoto dentro ma pieno di ragione
Nella stanza e nella crisi dei valori
i suoi piangevano
sopra una corona di fiori
Il padre si rese conto quel giorno
che non era poi così male non avere un ritorno
Lui senza mai aver avuto un sospetto
afferrò un ragazzino
Stringendogli il petto
Ma lasciò perdere guardando quello specchio
Si guardò un attimo intorno
e rimase in ginocchio
la sera torna sempre tardi
e la mattina si alza presto
Ma la crisi è crisi
e forse qualcuno non l'ha presa sul serio
nessuno gli ha più detto
come rieducarsi al desiderio
Suo figlio Marco invece ha dodici anni
e da ore è davanti la pubblicità
Per lui sono già tanti
Sente certi eroi già distanti
e non vorrebbe sentirsi uomo a metà
Qualcuno l'ha incantato
e l'ha portato all'estremo
Ma non ha considerato che i serpenti
conservano il veleno
Un giorno il suo più caro amico
gli strappò di mano la foto
e quel mattino la scuola
iniziò a chiamarlo frocio
e allora capì cosa vuol dire essere intrappolato
ed essere smascherato sul più bello
e come in un acquario gli altri pesci
si sentono invincibili
con un sasso ed un castello
Ma loro non capivano
imparando le regole fatte dai grandi
Non potevano capire
le loro convenienze fatte di sbagli
E lui si sentì come al centro di un coro
il suo problema era un problema loro
Ma lui si sentì morire nella dignità
ed iniziò a capire che per gli altri
non era una questione di realtà
Quel giorno voleva parlarne a suo padre
ma lui aveva già i suoi problemi
Non stette nemmeno ad ascoltare
perché l'ascoltare è una dote degli astemi
E quel giorno allora
Appena tornato da scuola
aprì il cassetto cercando un quaderno
ma trovò una pistola
E volle così provare per una volta il niente
per dimenticare un secondo
il resto della gente
Ma una pistola su una delle tempie
è come l'anello da mettere al dito
in teoria per sempre
Un tuono come lo fa il cielo
ma dalla sua stanza da letto
Sul lenzuolo un nuvolone nero
e lì accanto un biglietto
Il giorno dopo la classe a testa bassa
forse per vergogna
o per non incrociare la sua cassa
Qualcuno osò pensare che gli sbagli
stanno nel fare e non nell'essere diversi dagli altri
Ma lui sembrava non gradire l'attenzione
Ormai vuoto dentro ma pieno di ragione
Nella stanza e nella crisi dei valori
i suoi piangevano
sopra una corona di fiori
Il padre si rese conto quel giorno
che non era poi così male non avere un ritorno
Lui senza mai aver avuto un sospetto
afferrò un ragazzino
Stringendogli il petto
Ma lasciò perdere guardando quello specchio
Si guardò un attimo intorno
e rimase in ginocchio

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