pitagorici pensieri di spinta
eccitate l'acqua della mente.
su nel palco, via dalla quinta!
che del lascito son fervente.
rabdomante del distacco,
ubriaco dell'addio,
come il riso del dio Bacco
quando il vin diventa un rio.
non capisco chi si impunta
finché il ragno poi lo bardi,
son l'apostata dei traguardi,
la partenza venga ingiunta!
ridicole disperazioni.
tossicomania del noto.
scudo dalla libertà.
trattenersi è un'ovvietà.
la natura insegna il moto.
germogliar di peregrinazioni.
guarda l'edera lì avvinta,
son disegni di tortura,
brama d'essere sospinta,
sogna un mondo d'avventura.
è nel viaggio la veggenza.
discromia dell'altalena.
apprendere a disimparare.
abbandonare le cornici.
solo le tele siano vele.
hanno detto: la partenza
ti conduce al camposanto
io ribatto con veemenza:
"con la cenere mi ammanto".
della tomba mi fai schiavo?
questo detto è un impostore,
medieval rogo d'inquisitore
imprigioni quell'ignavo.
non importa comequando,
ci chiediamo dall'inizio
"verso dove stiamo andando?"
la domanda cela il vizio
che la pioggia sia un errore,
ci stanchiamo per schivarla.
è l'ombrello il vero orrore
ci impedisce di apprezzarla.
lavami dolce. la gravità non mi spaventa più.
il timore dell'ardire
mai rivesta la mia essenza.
quel che conta è ripartire
vera meta d'esistenza.
errare humanum est