mentre é angusta la giornata
accasciato negli spazi
spesso cerco una facciata
un confine senza dazi.

uno scorcio sull'esterno
parodia del sempiterno,
una fuga dalla quiete,
che prosciughi la mia sete.

sin da infante c'é l'istinto
di sbirciare arrampicato

di sfuggire dal recinto,
quinto lato del quadrato.

ché ci è stretto il nostro mondo
di geometriche certezze,
ci trattiene dalle ebbrezze,
coatto sguardo verso il fondo.

Ogni volta che l'ammiro,
tra le guglie e il mare verde,
poi modifico il mio tiro
dove l'occhio già si perde.

ho pensato tante volte che sia come una pozzanghera.
non lo specchio, ma una porta per la mente.
il disegno delle nubi puro combinarsi a vanvera?
non diverso appare sotto, il cammino della gente.

vorrei tanto avere trampoli
per partire in passeggiata
sopra gli alberi e i comignoli,
quando stanca é la giornata

pace, se anche a notte alta
vesto una livrea terrestre,
pure l'animo si esalta
a fuggir dalle finestre.

cerco il sosia che mi spetta,
tra le nuvole si affretta.
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Profilo Autore: Matteo Baseggio  

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