Il prossimo scatto dell’orologio come i cerchi dei tronchi
una linea più scura, -chissà come ci sarò arrivato-
e la partenza dall’ultima fila, - dio che peccato-
il motore che picchia in testa, cos’è una festa
nel silenzio? Quell’alba che ho visto ieri non era muta
c’erano note delicate, fiati accordati in sincrono
e versi scritti sulla pelle in fiamme. E la tua voce
a leggerli, un sottofondo di rugiada alla luce
trasparente di un mattino d’estate. Il tono
del suono più basso, - il raffreddore non aiuta-
il canale dell’anima trasmette su frequenza onesta
le gambe intrecciate e bacini contro, così è stato
tutto ritrovato al confine dell’orgasmo e oltre è andato.
Come essere nati nel giorno in cui sono morti i trucchi.

Commenti
SEmpre bravissimo, anzi di più................. .....HERA