Lo sbuffo di verde nella notte cavernosa
le luci spente delle stelle e la città
silenziosa che dorme tra guanciali di rose.
Lo vedi il murales in fondo alla strada
senza sbocco? È proprio lui dicono
che lo ha dipinto, è strano, un giorno
che aveva bisogno di colore e di grida
di gioia. Sembra imperfetto come le cose
che fioriscono dalla terra, ma è d’eternità
la sua essenza, non muore e non riposa.
E noi che dell’umano sentiamo tutto il peso
corse e fermate, strade senza sbocchi
fiamme d’amore, ustioni garantite, ciechi
gli occhi e sorde le campane, le trame
a sorpresa come nei libri, l’assassino
non è il maggiordomo ma il divino
che soffia il calore e sottrae il lume
che può spiegare l’ignoto. I fuochi
nelle grotte, il vino, i volti senza occhi
ci muoviamo a caso sul ponte nel vuoto sospeso.
E se vedi un’ombra trasparente nella notte
quasi d’estate e se solo la sua vista serena
ti atterrisce, è perché non c’è solo l’umano
tra le presenze di questo squarcio di cielo
ma anche un senso di leggerezza, la bellezza
che si fa perfezione e scaccia l’amarezza
la goccia che separa l’anima muta dal velo
di sogni che ancora la circonda. E se non è vano
alzare lo sguardo da questa sosta terrena
navigherò sino allo stremo tutte le rotte.

Commenti
Anche a TE dedico la mia poesia di oggi: "La TOTALITA' della VITA".
Ciao