Prossime son l’orme
a le soglie de l’ultima stagione
e il vecchierello stanco
più non volge lo sguardo innanzi
ma a quel che fu;
e gli tornano i pensieri a torme
de la bella età, de la gioventù,
e de le chiare sere e di vento
quand’egli, seduto in solitaria parte,
solo compagno le murmuri fronde,
gli occhi volgendo all’immenso cielo,
de l’infinito cercava le sponde:
oh, mia cara luna,
oh, mie care stelle,
forse son quelle?
Fugge intanto il reo tempo
e guardandosi in volto
il vecchierello in petto si strugge:
perché ancor mi chiama questo nome,
ch’io non sono
né mai ogni dì più lo stesso,
ch’io non sono quel che fui?
Come? Forse ch’io ti porto dentro?
E per l’ultima volta al ciel si volse:
oh, mia cara luna.
oh, mie care stelle.
a le soglie de l’ultima stagione
e il vecchierello stanco
più non volge lo sguardo innanzi
ma a quel che fu;
e gli tornano i pensieri a torme
de la bella età, de la gioventù,
e de le chiare sere e di vento
quand’egli, seduto in solitaria parte,
solo compagno le murmuri fronde,
gli occhi volgendo all’immenso cielo,
de l’infinito cercava le sponde:
oh, mia cara luna,
oh, mie care stelle,
forse son quelle?
Fugge intanto il reo tempo
e guardandosi in volto
il vecchierello in petto si strugge:
perché ancor mi chiama questo nome,
ch’io non sono
né mai ogni dì più lo stesso,
ch’io non sono quel che fui?
Come? Forse ch’io ti porto dentro?
E per l’ultima volta al ciel si volse:
oh, mia cara luna.
oh, mie care stelle.

Commenti
SOLO ORME SARANNO... E TANTI RICORDI PEL SUO ADORATO CEPPO.
ENCOMIABILE SEQUELA POETICA...
LIETO MERIGGIO.
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