Se queste lunghe notti, lentamente
passeranno, e se alzar lo sguardo
ardirò ancora, là verso levante…
brillerà il sol mentre lo guardo?
O forse mi dirà: non più fulgerò
per te che più calici riempisti
d’amare lacrime, ma ti scalderò
perché langui pel sangue che versasti.
Né più ferite t’aprirà lo strale
-ancora mi dirà- che’l cieco divo
ignaro scaglierà; certo non vale
il tuo patir chi è sordo nonché schivo.
Serba il tuo pianto, d’altra stirpe sarà
il dolore che nell’irto sentiero
la prodiga vita truce t’offrirà;
e così dicendo, infin s’alzò fiero.
Chinai di nuovo il capo; a passo corto
e contrito per la brutta novella
m’incamminai in cerca di conforto.
Di quale dolore il sole favella?
Quel rovello mi fece compagnia
fin verso sera; all’argentea luna
che si stava destando per la via
mi rivolsi, sperando in più fortuna.
Luna: è vero quello che il sole dice?
Ebbene sì - mi rispose solerte -
il senso dell’esistenza è l’apice
del dolore, infine verrà la morte.
Si sparse il silenzio e a quelle parole
s’infransero come l’onde del mare
le mie speranze; più non mi duole,
dissi. E così rimasi ad aspettare.
passeranno, e se alzar lo sguardo
ardirò ancora, là verso levante…
brillerà il sol mentre lo guardo?
O forse mi dirà: non più fulgerò
per te che più calici riempisti
d’amare lacrime, ma ti scalderò
perché langui pel sangue che versasti.
Né più ferite t’aprirà lo strale
-ancora mi dirà- che’l cieco divo
ignaro scaglierà; certo non vale
il tuo patir chi è sordo nonché schivo.
Serba il tuo pianto, d’altra stirpe sarà
il dolore che nell’irto sentiero
la prodiga vita truce t’offrirà;
e così dicendo, infin s’alzò fiero.
Chinai di nuovo il capo; a passo corto
e contrito per la brutta novella
m’incamminai in cerca di conforto.
Di quale dolore il sole favella?
Quel rovello mi fece compagnia
fin verso sera; all’argentea luna
che si stava destando per la via
mi rivolsi, sperando in più fortuna.
Luna: è vero quello che il sole dice?
Ebbene sì - mi rispose solerte -
il senso dell’esistenza è l’apice
del dolore, infine verrà la morte.
Si sparse il silenzio e a quelle parole
s’infransero come l’onde del mare
le mie speranze; più non mi duole,
dissi. E così rimasi ad aspettare.

Commenti
QUARTINE CHE FIRMEREI... PER QUANTO SCORRO PATENDO...
SERENA GIORNATA...
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Sei tra i migliori poeti contemporanei, amico Pietro.. e nessuna faida potrà mai scalfirti o scoraggiarti!