"Se un leone potesse parlare, non lo capiremmo comunque."
(Ludwig Wittgenstein)
Lasciami scrivere ancora,
se no come faccio a dirtelo
che quelle non sono stelle,
che la mia musica è neve
in caduta libera
sulla tua geografia,
che non esistono fatti
ma interpretazioni,
e che
quello sguardo,
che rimane sospeso
senza mai ricadere,
è la lunga spirale
dell’inconscio
che sta
per nascere.
Sei tu, amore,
l'incorporea
anima del mondo,
che è solo questione
di tempo,
prima che
inventi i mezzi
per annientarmi.
Sei tu la costante
che è universale:
quell'enorme
distanza
che ci separa
e che ci descrive,
totalmente ignari
l'uno dell'altro.
Eccola qui
la nuvola nera
dove tutto è seme,
dove il segnale
è wow;
eccola,
la ribellione
della macchina,
il paradosso,
la distruzione,
il segnale radio,
la comunicazione.
È questa la realtà
che non si può
capire?
Non
essere
dura con me,
indifferente
ai bisogni
di un
uomo
che è cieco,
che è limitato,
quasi imperfetto:
che è come tutto,
e anche come
il contrario.
di tutto.
E
se
ti va,
chiedimelo
il significato
del sogno:
che io
ti
dirò
cosa vedi
la notte
che
non
ricordi
al mattino.
La prospettiva
fra il sole e la luna,
la dimensione
dove l’uno
si fa molteplice,
e dove il molteplice
ritorna ad essere l’uno.
“Where is everybody?"
(Enrico Fermi)

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