Sono le sette di sera:
la città si veste a festa, strass,
bigiotteria e unghie laccate di rosso;
nelle cucine l'alito pesante dei precotti,
ubriaca la mosca verde sul vetro.
Ronzano le parole del mondo
nelle gabbie di plastica dei televisori
e i nostri amori scivolano,
senza conseguenze, sul linoleum
dei pavimenti
laddove la miseria si camuffa
in simil pelle e simil legno.
Sono le sette di sera
la città puttana allarga le gambe
e attende
che gli uffici vomitino sulla strada
un esercito di volti simil umani.

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