Caro diario, ci sono undici gradi latitudine di differenza oggi,
fra il mio voler essere eternamene un bambino,
ed il perverso meccanismo che scandisce il passare del tempo.
La legge del cambiamento, appunto, il ritmo settenario,
lo spazio siderale, l’astrologia araba medioevale;
il piccolo irrilevante e insignificante messaggio
celato nell’inconscio di chi non sa adattarsi.
Abbiamo toccato le note giallo chartreuse,
Brian, Jimi, Janis, Jim ed io,
che fuoriuscivano da uno strano spettro astrale:
e forse era proprio quello che stavo pensando.
Così mi sono girato, e la tua lontananza era vicinanza,
a cospetto di questa quasi immobilità planetaria.

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