C'è una luce arancione,
ma anche gialla, e rosa,
che danza immobile
nel mezzo del mare,
verso il limbo
sul limitare del cielo.
In continua evoluzione
emette un suono cupo,
assordante e impercettibile;
come quando di notte,
imponente, piccola e pericolosa,
mi guarda dalla vetta
del tuo dito indice.
È un faro quella mano tesa,
un ammaliante padrone
che anche nel sonno, oramai,
mi suggerisce la direzione.
Sei come una predizione tu
l'indizio che inchioda,
una finestra aperta sul futuro
e una porta chiusa sul passato;
e sono solo e coraggioso io,
che come un funambolo
cammino ebbro, stanco,
sul filo del tuo coltello.

Commenti
la musicalità è vita per la poesia.
un abbraccio.