I miei post-it infilati nella tasca destra
della giacca. O in quella sinistra. O lì sul muro.
A seconda dell'umore.
Biglietti della spesa, formule geometriche
incollate sotto la scarpa.
Ne vedo troppi sparsi per la scrivania:
il puzzle del mio curriculum.
Cartellini utili ai daltonici
per questi dettagli irrilevanti o meno.
Le lapidi dei rami, la grande scritta
spiccicatasi con l'uragano.
Come se la svigna un promemoria.
Un'idea banalissima sminuita al risveglio.
Perlomeno non occorre segnarci sopra
il numero dell'ambulanza o dei pompieri
-che tra l'altro non chiamerei per ovvi motivi-
Il discorso d'inaugurazione su quei cosi mischiati
non ha sortito stranezze
perché tanto quello che non trovavo
l'avevo appiccicato sulla fronte.

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