I miei post-it infilati nella tasca destra

della giacca. O in quella sinistra. O lì sul muro.

A seconda dell'umore.

Biglietti della spesa, formule geometriche

incollate sotto la scarpa.

Ne vedo troppi sparsi per la scrivania:

il puzzle del mio curriculum.

Cartellini utili ai daltonici

per questi dettagli irrilevanti o meno.

Le lapidi dei rami, la grande scritta

spiccicatasi con l'uragano.

Come se la svigna un promemoria.

Un'idea banalissima sminuita al risveglio.

Perlomeno non occorre segnarci sopra

il numero dell'ambulanza o dei pompieri

-che tra l'altro non chiamerei per ovvi motivi-

Il discorso d'inaugurazione su quei cosi mischiati

non ha sortito stranezze

perché tanto quello che non trovavo

l'avevo appiccicato sulla fronte.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

nabrunindu
+2 # nabrunindu 19-09-2014 10:07
bella, la poesia può trarre spunto da tutto, anche dalla modernità.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 21-09-2014 19:37
Mi ci rivedo con tutti i fogliettini sparsi in giro, che poi diventano poesie.

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