Quanno sarò de fronte ar Padreterno
senza ali, senza titolo, gnente stemma
er giudizzio tra paradiso e inferno
penzò che sarà propro 'n bel dilemma.
Nun ciavrò scuse, gnente schermo,
io da solo co' tutte l'opere mia,
co' li peccati che seguono a stormo,
le bucie, ma puro tanta allegria.
Si, me sarò concesso quarche vizzio,
ma quanno ho potuto ho sempre aiutato,
pe' cui de finì drento ar precipizzio
me sembrerebbe 'n pò esaggerato.
E me pare de vedello nostro Siggnore
soride appena dietro ar velo,
famme l'occhietto e co' tanto amore
damme 'n carcio pe mannamme 'n cielo.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 25-08-2014 19:33
arguzia, simpatia e versi dalla rima che affascina per una poesia piena di speranza e di fiducia nella misericordia di nostro Signore. troppo bella, bravo Paolo. te meriti un soriso :-)
Sara Cristofori
# Sara Cristofori 26-08-2014 07:23
deliziosa questa tua e colma di fiducia :)

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