Diradandosi nel vento
gli steli di quei giunchi
fiaccati da stelle pesanti
aggiungono amarezza al mio giorno.
Dalle profondità di questo
silenzioso meridiano
emergono i sonni
di vetuste rovine
e rebus congelati.
Un latrato lontano di luna ostile
apre la saga delle inutili attese
e dei vuoti temporali estivi.
Ma non concederò tregua
a queste acque acide d'indifferenza
e con sommessa rabbia
ridisegnerò quelle rughe di impazienza
sui volti che volteggiano
sul mio cammino,
darò stile e fascino
a quell'antica ipocrisia
di occhi che deviano stanchi
dall'orbita del mio giovane cuore.
gli steli di quei giunchi
fiaccati da stelle pesanti
aggiungono amarezza al mio giorno.
Dalle profondità di questo
silenzioso meridiano
emergono i sonni
di vetuste rovine
e rebus congelati.
Un latrato lontano di luna ostile
apre la saga delle inutili attese
e dei vuoti temporali estivi.
Ma non concederò tregua
a queste acque acide d'indifferenza
e con sommessa rabbia
ridisegnerò quelle rughe di impazienza
sui volti che volteggiano
sul mio cammino,
darò stile e fascino
a quell'antica ipocrisia
di occhi che deviano stanchi
dall'orbita del mio giovane cuore.
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