Curvo
l'invaso porge,
distende palme affusolate

al tempo
su nocche d'arsa vita,
il seme...

 

Mani
d'aratro schiave
a sventrare zolla, che diviene
alveo, al frutto che germoglia...

al vago sentore,

di tempi e luoghi il fondo
lieve s'erge all'umido ristagno
del letargo...

i frutti

Ondeggia biondo
quel seme, di storia ricco
e si ripete a gente primordiale...
il mondo


Culla messi
al freddo tramutare
farina, come neve al pane...
senza compromessi


d'umor,
s'adagia il vecchio
al desinare, il bianco pane...

come secchio
cade nel pozzo della vita!

 

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Profilo Autore: mp47pasquino  

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Commenti  

Nadezhda/Speranza
+1 # Nadezhda/Speranza 25-07-2012 23:48
Bellissima poesia, un saluto :-)

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