In attimi malinconici la mente
raccoglie i ricordi dei frenetici giorni
e rimpiange il sereno profumo
delle smarrite abitudini.
Privi gli spazi di bimbi in gioco,
nessuna rondine al vetro dell’aula,
senza convegni la vuota panchina,
né abbracci né strette di mano.
Pur il tempo immoto sull'uscio
par attendere un vento bonario,
mentre l’uomo, al nostalgico effluvio
di semplici cose, interroga il petto
e lì ricerca le anelate risposte.
“Andrà tutto bene” è il motto di auspicio,
le tre parole su un arcobaleno dipinto
e un canto d’osanna s’alza ai balconi,
l’augurio di cuore di “rinascere” ancora.
“Nessuno si salva da solo”
è la voce d’un padre che invita
e leste, pari al volo di rondini in cielo,
in soccorso vanno le eroiche mani.
Intanto tu avanzi insolita e dolce,
con passi indecisi sul verde ancor gelido
e con tremule mani usi i pennelli
per colorare i giorni lunghi di luce.
Su germogli di pesco reinventi la vita,
risvegli in cuore sentimenti assopiti
laddove il silenzio ingoia le vie.
Pur se sottile sarà il tuo olezzo,
di chiare tinte, sotto l’azzurro
di insoliti mattini, colorerai le aiuole
e fintanto che il melo e il ciliegio
ricameranno ancora fiori,
tu, mia primavera, i cuori ciberai
di nuova speranza.
