Di cielo, nuvole e sole,
di arbusti, alberi e fiori,
tra i giochi di luce,
sull’acqua riflessa,
v’è scritta la storia.
Luce da carpire,
con vibranti e leste pennellate,
e, di essa, possederne
il chiarore e le nuance,
finché non giunga sera.
Rosa, arancio, rosso e oro,
ed ancor azzurro, indaco e violetto,
dall’aurora giù per il declino,
il colore si trasforma,
e sull’instabile specchio,
gli abbracci e i toni d’ogni tinta
colorano i momenti.
Cielo malinconico,
pari al cuore,
pari al cuore,
cirri di bianche nuvole,
fazzoletti da umettare,
si scorgono riflessi,
e pur salici smeraldo, piangenti,
forse lacrime che posano,
quelle, di due occhi quasi ciechi,
che sull’acqua del giardino,
vogliono trasformarsi in mille fiori.
Nel cuore lo stagno,
magia di un solo pennello,
frutto supremo,
rifugio per l’anima e il cuore,
e, tra il cielo e l’acqua,
sbocciano le ninfee,
tripudio di luce e di colori.

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