Guardando,

sfioro appena

la superficie delle cose.

L'azione stessa

del guardare è debole,

quindi non posso descrivere

niente che vada oltre

il normale senso della vista.

Ma se posso osservare

spalancando gli occhi

come farebbe

un attento predatore,

allora supero

la frontiera stessa della vista.

Vado in fondo,

penetro nella materia,

mi immergo nelle cose

fino a giungere

al concetto stesso

che esse rappresentano.

Non vedo più

solo forme e colori

ma sensazioni ed emozioni.

E questo porta

all'apertura del terzo occhio

una nuova prospettiva sul tutto.

Posso davvero descrivere,

ogni cosa che si trovi davanti a me.

Perché ora è come

se l'assaporassi

e ne sorbissi

l'intima essenza.

Raggiunto questo nuovo traguardo

posso iniziare a descrivere

tutto ciò che mi circonda

ed oltre.

Superando senza fatica

le normali barriere

imposte all'essere umano.

Profilo Autore: StrayCat  

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Laudato sii o mio Signore,
nel Cantico di Francesco,
rivolto al sommo artefice di tutte le creature,
per le chiare stelle donate, 
la luna, il sole...

Laudato per l'Amore generato,
fattosi martire,
umiliato e agonizzante,
poi trucidato,
barattato col misfatto del peccato.

Eterogenia d'incalzanti sentimenti,
emananti emozioni ridondanti,
discioltesi in lacrimali stille sulle guance,
fin da epoca remota,
a suffragar sublime perfezione,
palesemente trasudante la fede sottintesa,
latente, dell'artista,
espressa nel consacrar il volto della Madre, 
nonché del divin Figlio,
scolpiti nel marmoreo blocco inanimato,
arresosi alla ferrea volontà del Buonarroti,
ai suoi sapienti tocchi di scalpello,
atti a raffigurar l'apoteosi dell'amor materno,
conclamante Pietà e Misericordia,
che s'animò di vita, 
sancendo avverato l'infausto presagio,
avvallante sospirata speme di rinascita. 

Coniugazione di sembianze immacolate, 
intrise di strazio e d'afflizione, 
sul giovin viso di Maria;
di sonno eterno, su quello di suo Figlio, 
il Nazareno,
mirabili, 
nel di lei atto di regger sulle gambe 
l'adorato corpo dell'Eletto ad Amore universale
a lei sottratto,
arresosi a un profetico disegno prefissato;
di cingerlo, nell'inespresso abbraccio astratto;
nel di lui riverso viso esangue,
addormentato tra mortali grinfie fatiscenti
e adornato da riccioli fluenti, 
sparsi sul braccio di colei che fu prescelta;
abbandonate, le discinte, sacre membra,
l'affusolate mani e i piedi, trafitti e dissacrati. 

Ha inteso d'esser immortale, il genio,
velando, del mistero dell'attesa designata,
tal frangente immaginato,
susseguente, del Cristo destinato, dall'origine del tempo,
a essere immolato, similmente a un agnello.

Vergin Maria,
a palpebre socchiuse,
muta, nel suo dolore immane,
quel palmo della mano verso il cielo,
par implorare Dio, nel suo pensiero: 

"Ecco, tutto ciò che hai comandato or s'è compiuto.
Con dolore, rimetto a Te il Figlio amato, martoriato e ucciso, 
Tua trascendente Essenza, 
con speranza di riaverlo fra le braccia, per l'eternità del tempo.
E così sia."
Profilo Autore: IRIS VIGNOLA  

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S'infrange il momento: crepa nell'aria.
Scappo nella scissura,
Sempre più varia.
Luce m'investe: scorgo una pianura
Intatta dalle polveri sottili,
Un inganno ove mondo non agisce
Ma finisce
Il veleno che respiriamo.
Le lance rosse esplodono dal fondo
Del sole tardo, muta
E si sfumano nell'aria
Concessami, l'occaso.
Respiro il miracolo
Scartato dall'oracolo
Lasciato di là; il caso
Or vuole che rimanga,
Ma li sento quei demoni,
Sono vicini ... Vedo
Te lontana, la sagoma, ti formi dal tramonto;
Ma loro sono già qua.
Profilo Autore: Salvatore Stefano  

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  Vedo -asfalto di strade
  bruciate dalla corsa
   infamate dalla fretta
  che annienta ogni tempo
  ideato per guardare e riguardare
 l’indescrivibile
pensiero,
 l'ineguagliabile desiderio
   di un Dio sempre creato.
   Il sogno suo- di un mondo
l'unico...
  che si sia mai avverato!
Profilo Autore: Hera  

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È Luglio e l’estate mi penetra

col suo frutto fatto di colori.

Guardando descrivo il guardare.

La gente si ammassa sulle spiagge

e la sera il pontile che porta alla rotonda

sospesa in un mare che sfuma nel buio,

è pieno di gente allegra e spensierata.

Le montagne Apuane sono svanite

in quel nulla che sprofonda,

inghiottite dall’oscurità.

Passeggio, beato, sul pontile

fino a giungere alla rotonda

gremita di gente dai colori diversi.

Ascolto il mormorio del mare,

che fluttua sotto i miei piedi

in quel mare molto grande

in cui mi riconosco.

Il vecchio musicista e cantante

è ancora lì seduto sulla sedia

con la sua chitarra in mano

e l’armonica lucida a fior di labbra.

È dolce la sua voce e le sue canzoni

vibrano di un colore antico e romantico,

che sembrano sgorgare dagli abissi dell’anima.

“Una rotonda sul mare

Il nostro disco che suona……”

Qualche coppia balla ed io ascolto, estasiato,

quelle canzoni di tanti anni fa.

Quante luci lungo la riviera,

che dalla Marina di Massa

segue la curva ampia del golfo,

dai colori diversi che si specchiano

nell’acqua della risacca, mobili e franti.

Il faro sulla punta estrema di Porto Venere

brilla per un secondo e scompare

per poi ritornare a splendere nuovamente;

segno che il mare, anche nel buio

può inviare i suoi splendori,

dopo un giorno sereno trapuntato

da innumerevoli, piccoli e rapidi bagliori.

Questa è l’Estate e la sua magia

ed io, guardando, descrivo e m’innamoro.

 
Profilo Autore: Luigi  

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Ti vedo a volte

che sei al balcone grande

dove dal basso sembra ci sia festa

e sia perenne

sotto la tenda a righe

gonfia di luce.

 

L’ombra del gomito

è poggio a sguardo assorto

in briciola di cielo

al brontolio di fumo

di strada sorda

al vaso col tuo fiore.
Profilo Autore: Diego Bello  

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La profanazione di un sentiero
è sintomo di inizio
Fa’ silenzio tu, con le dita:
ho gli occhi in cocci
di una grazia acquosa
Tu sai perché
sai la domanda
(Tu)
non chiudi il cerchio:
metà scienza metà mistero?
Ed io ho sentito bene,
se c’è qualcosa di anormale
nel tonfo di una goccia
non è il lamento ma
ha saputo togliermi la voce







Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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In un pomeriggio qualsiasi, di un giorno qualsiasi,

il sole ancora tiepido di ottobre

seduta al tavolo di un bar sorseggio un caffè

il fumo della sigarette si perde verso il cielo

Mi incuriosisce guardare il mondo intorno a me,

le vetrine ben vestite attirano la gente

le verdure esposte come un orto ambulante

emanano profumi invitanti

Automobili vanno a destra e manca

suoni di clapson sono melodia estrinseca,

donne, uomini e giovani danno vita

a una coreografia di foggie di abiti

dai vari colori, dalla sfumatura di grigi

a sgargianti colori, tutto è moda oggi

Ma i visi sono tirati, i sorrisi non sempre

vengono dal cuore, la luminosità dello sguardo

e ad un livello minimo,

L'occhio all'orologio, auricolari invisibili

li vedi camminare e gesticolare

non c'è abbastanza tempo

ricordano Bianconiglio di Alice

corre qua e la gridando “è tardi, è tardi, troppo tardi”

Era bello il tempo in cui le lancette degli orologi

parevano scorrere più lente

le donne con le sporte della spesa

facevano due chiacchiere in allegria

gli uomini nei dehors si godevano

il tempo libero davanti ad un buon bicchier di vino

I bambini giocavano senza pericoli sulla piazza

le risate cristalline riempivano l'aria

Quell'epoca è estinta, vige il terzo millennio

le regole son cambiate  lasciando un po' di amaro in bocca,

sono caduta nel vortice anch'io,

finito ho di bere il caffè

i miei pensieri sfumati nel fumo della sigaretta

Guardo l'orologio, mamma mia com'è tardi!!!







Profilo Autore: Cristina Biga  

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Non basta guardare un cielo

per sentirmi a casa.

Anche il mare che mi bagna

non è quello che io amo.

Tutto nel mondo m'appare

come fosse parodia.

Per questo, spesso, chiudo gli occhi

a cercare panorami

catturati nel tempo fanciullo

che nessuna mano, ottusa, d'uomo

ha mai scalfito.

S'apre il sipario nella mente

e torna in scena quel passato.

Rivive ogni fiore che ho sfiorato,

le conchiglie che ho rubato

alla spiaggia e poi perduto.

Ad una, ad una le ritrovo

e tutte al giusto posto.

Poi avanza un altro tempo.

Nei fitti mandorleti

sotto l'alito del vento

nevicata a fiori bianchi.

Che chi non l'ha veduta

nemmeno mai potrà capire

lo stupore della mente

nello smarrirsi dei pensieri

con la grande meraviglia

che dipinge la natura.

E tornano distese gialle

a ricopiare il sole sui prati.

Son le margherite che raccolsi.

Quante ne interrogai!

E quanti no, mi dissero già allora.

Ora, qui non vedo margherite

né mandorli fioriti.

Dalla mia finestra vedo solo gente

che stende biancheria.

Non ci si parla -che non c'è tempo-

ma ancor più non c'è la voglia.

Quello che ho amato è tutto alle spalle

Non posso vivere guardando all'indietro.

Come pellicola riavvolgo i ricordi

fino al prossimo riposo.
Profilo Autore: Ibla  

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Non riconosco
l'apparente bellezza
nel vuoto
dell'anima
occhi spenti
traditi
da ciò che hanno
osservato
per lungo tempo
tramano
in silenzio
il futuro incerto,
il sorriso spento
da singhiozzi
rumorosi
come traffico
affogano
la tua rauca voce
in silenzio
malinconico
e turbante.
Semplice immaginare
il sole la notte
quanto impossibile
che il sole
illumini
l'ombra.3 premio
Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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