Forse avrei fatto bene
a correre al tuo natante
impedire al motore di girare
con un'abile mossa
sbilanciare l'asse
al tuo equilibrio di schiuma
Ma l'acqua dei bacini interni
mi sbatteva le arterie
ormai mareggiata furibonda
e tu una proiezione del futuro
Il molo più alto del vento
m'ha trattenuta a mille passi
dalla tua sagoma
vagamente appoggiata a un pensiero
- m'indovinai nel fulcro -
Ferma!
da lontano eri perfetto
un pescatore di perle
verso arcipelaghi
dimentichi delle coordinate
Così t'ho salutato
senza dirtelo
un'occhiata alla bussola
e ho scelto la direzione
speculare
alla volontà dell'ago
che ancora si ostina
a mirare te

Commenti
Poi per quando riguarda la tua poesia -finalmente più abbordabile dalle mie poche facoltà mentali- devo dire che l'ho trovata di eleganza sopraffina.
La classe non è acqua!
se il comportamento adottato sia stato quello giusto, lasciandoci in una indecisione e rammarico
perenne, che ci fa sorgere quelle perplessità che agitano a lungo l'anima. Una lirica, una perla, direi,
che trovo incantevole e veritiera, descritta con la grazia che ti è congeniale e che ho molto apprezzato.
Un caro saluto Poetessa!