strettamente
mi annodo col sale
ferma
in agonia
tra le costole
un lampo
e sobbalzo
mi scaldo
in moto ascendente
lento e graffiante
di volute grottesche
offusco le tempie
invado bacini
già inariditi
silente e crudo
sorso di gelo
in lotta sugli argini
vinco
trasparente caduta
di velo
su afone note
riso che muore
e lavanda dell’anima
sono
